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Anche a Como i neofascisti se la prendono con i più deboli: penosi, inutili, debosciati

Dato che questi ragazzoni cercano visibilità abbiamo ritenuto di togliergliela, censurandone il viso

di G.G., #Como twitter@gaiaitaliacomlo #Politica

 

 

Dei poveracci incolti ed assatanati. Una banda di una quindicina di poveretti devastati dalla loro sciatteria intellettuale, dalla loro poca intelligenza, confermano l’antico adagio che vuole il fascista pieno di protervia, capace di gridare, squadrista, cattivello, ma senza palle. Così senza attributi da prendersela con una associazione che raccoglie abiti, cibo, che aiuta la gente; così senza palle da entrare in gruppi di quindici persone in un luogo che ne accoglie forse altrettante, presentarsi in bomber e divisa da uomini con attributi senza palle, leggere un proclama sgrammaticato in nome della purezza della demenza italica, uscire dopo avere ripreso in video il tutto e con sfregio abbassare il riscaldamento dicendo “Qui c’è troppo caldo”. Eccoli i ragazzoni che rappresentano il futuro del Paese appartenenti a coloro che ritengono di dover “fare atti violenti per essere presi in considerazione”. Perché ciò che vogliono questi qui è essere presi in considerazione non avere gli attributi per affermarsi nella società. Sono un po’ quelli a cui facevo colloqui in inglese per possibili assunzioni e mi dicevano di non capirmi perché “parlavo troppo in fretta”, come se i madrelingua (sono bilingue) con i quali avrebbero parlato avessero parlato più lentamente. Quelli che entrano in un’associazione con l’intento di terrorizzare dieci signore abbondantemente negli anta, novelli cowboys neomussoliniani che circondano un tavolo mani dietro le spalle come se dovessero giustiziare Paperino ed escono con la faccia trionfante di chi ha compiuto il gesto del secolo contro il sedizioso invasore straniero all’attacco della fulgida Italia.

Stupisce che non siano stati arrestati seduta stante, ammesso che la violenza privata e gli atti intimidatori siano sufficienti, ma a pensarci bene non stupisce nemmeno tanto. In questo paese dove si arrestano e denunciano i graffitisti, i giovanastri neomussoliniani che difendono il paese dall’assalto di una decina di donne avanti negli anta che raccolgono cibo e vestirio per chi non ce l’ha non rappresentano un pericolo.

Noi, purtroppo, pensiamo invece che siano pericolosissimi questi che vogliono espugnare le roccaforti degli elementi sovversivi che sostengono l’invasione straniera….





(30 novembre 2017)

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