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Milano, firma il suo impegno contro l’Aids

di Redazione #Milano twitter@gaiaitaliacomlo #salute

 

 

 

Questa mattina presso la sala showroom della Microsoft House, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala ha firmato l’adesione del Comune al progetto internazionale per la lotta all’HIV “Fast Track Cities”. La firma è avvenuta durante l’incontro promosso dal Comune di Milano e dalla Fondazione The Bridge, in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS.

“Oggi Milano entra ufficialmente a far parte della rete globale Fast Track – ha dichiarato il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala – impegnandosi a favore del diritto alla cura, alla dignità e alla qualità della vita di chi ne è colpito. Vogliamo partecipare con tutte le nostre capacità ed eccellenze scientifiche nel campo della ricerca, della didattica e del welfare per raggiungere l’obiettivo di sconfiggere l’AIDS entro il 2030. Per far questo è necessario dare nuovo slancio alle nostre azioni: abbiamo visto dai dati che il contagio c’è ancora e i casi sono in aumento: bisogna prevenire prima che curare. La collaborazione con le altre città del mondo permetterà di unire le forze e di moltiplicare gli strumenti per rafforzare la protezione e la vicinanza ai malati combattendo, oltre alla malattia, anche ogni forma di discriminazione e pregiudizio”.

Nel 2017 (ultimi dati messi a disposizione dal COA – Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità) sono stati diagnosticati 690 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti.

La regione che nel 2017 ha segnalato il maggior numero di casi è stata la Lombardia, seguita dal Lazio e dall’Emilia-Romagna. Nel 2017 il 19,6 % delle segnalazioni sono pervenute dalla Lombardia. Nella sola città di Milano sono state effettuate 675 nuove diagnosi di HIV. Oltre il 70% dei casi di AIDS segnalati nel 2017 era costituito da persone che non sapevano di essere HIV positive.

“Milano è purtroppo la città con più casi di contagio da HIV in Italia –  ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino –.  Questo dato ci ha convinto a insistere ancora di più nel percorrere la strada iniziata qualche anno fa ponendo in atto un massiccio piano di prevenzione e di cura delle malattie sessualmente trasmissibili, a partire proprio dall’HIV. Per questo, come primo grande passo, abbiamo voluto che Milano fosse la prima città Italiana ad aderire al progetto Fast Track. Siamo orgogliosi di essere entrati a far parte della Rete e soddisfatti nel poter confermare che entro marzo, alla Casa dei Diritti di via De Amicis apriremo il primo check-point comunale per fare gratuitamente il test dell’HIV. L’ Amministrazione comunale metterà a disposizione gli spazi mentre la gestione del servizio sarà affidata alle associazioni del Terzo Settore attive su questo terreno da molti anni e che potranno seguire le persone anche nel percorso successivo a una eventuale diagnosi positiva”.

“Come affermato da Bloomberg, ex sindaco di New York, questo è il secolo delle città. Il 70% delle persone vive in città. L’ambito metropolitano – con la sua crescente complessità – rappresenta l’ambientazione delle attuali disuguaglianze, degli eventuali conflitti e disagi che hanno reso importante il tema del welfare urbano e, contestualmente, il bisogno di una sempre rinnovata cultura di governance.

Con questo spirito pensiamo all’adesione di Milano al network internazionale Fast Track Cities, ovvero come all’opportunità di ripensare al tema dell’HIV con nuove modalità incentrate sul confronto, sulla partecipazione e sul coinvolgimento. Non più un tema per pochi, ma che rientri nell’agenda politica, che riguardi il pubblico, il Terzo Settore e, via via, le persone. Perché la salute è un diritto, ma anche un dovere di tutti” è quanto spiegato da Luisa Brogonzoli, del Centro Studi della Fondazione The Bridge che è punto di riferimento nel panorama degli enti che si occupano di interventi sanitari e sociali.

Firmando la dichiarazione di Parigi, Milano si aggiunge alle oltre 250 città di tutto il mondo (tra le altre Londra, Amsterdam, Berlino, Parigi, Melbourne, Buenos Aires) che hanno già aderito al progetto, con l’obiettivo di debellare l’AIDS entro il 2030.Il progetto Fast Track Cities Initiative fornisce supporto alle città per la messa a punto di strategie di risposta all’HIV e offre la possibilità di condividere piani di implementazione locali per:

-raggiungere gli obiettivi “90-90-90” che prevedono che almeno il 90% di PLHIV (persone affette da HIV) -conoscano il loro stato, sia assicurato l’accesso all’ART (terapia antiretrovirale) al 90% delle persone con HIV, arrivi al 90% la percentuale di PLHIV in ART con carica virale non rilevabile;
-rafforzare le strategie di prevenzione dell’HIV;
-ridurre a zero l’impatto negativo dello stigma e della discriminazione;
-il monitoraggio in tempo reale dei progressi raggiunti attraverso una piattaforma comune basata sul web;
-buone pratiche, momenti di condivisione e know-how per il raggiungimento degli obiettivi;
-offrire una rete di partner con i quali creare sinergie e dar vita a momenti di riflessione comune.

 

 





 

(1 dicembre 2018)

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