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Due mostre a Mantova e Parma sulle Avanguardie del primo Novecento: una riduzione “speciale” per visitare entrambe, nelle ultime settimane

di Redazione #Mantova twitter@gaiaitaliacomlo #Parma

 

 

I visitatori che si presenteranno a Palazzo della Ragione di Mantova con il biglietto della mostra Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività ospitata a Palazzo del Governatore di Parma (fino al 24 febbraio 2019), potranno visitare la mostra Marc Chagall come nella pittura così nella poesia (fino al 3 febbraio 2019) a prezzo ridotto (10 euro al posto di 12).

Viceversa, chi andrà a Palazzo del Governatore con il biglietto di Palazzo della Ragione, potrà ammirare i capolavori delle Avanguardie in Germania pagando 8 euro anziché 10.

A poche settimane dalla chiusura (3 febbraio 2019) la mostra MARC CHAGALL come nella pittura così nella poesia ha raggiunto quasi 60.000 visitatori. L’esposizione a cura di Gabriella Di Milia, in collaborazione con la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca,  promossa dal Comune di Mantova e organizzata e prodotta con la casa editrice Electa, ha portato a Palazzo della Ragione oltre 130 opere del pittore bielorusso tra cui un prestito eccezionale: il ciclo completo dei 7 teleri dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca, che torna in Italia dopo quasi vent’anni.

Dipinti, gouaches, incisioni in mostra raccontano il percorso di un’artista che non si inserì mai in una precisa corrente, tuttavia sperimentò, alla ricerca della modernità, le soluzioni di ordine formale dei vari linguaggi dell’Avanguardia del primo Novecento, in particolare a seguito del suo soggiorno a Parigi nel 1910.  Mantenendo un interesse preminente per i suoi soggetti e rimanendo sempre legato alla sua formazione, alla tradizione russa e alla cultura ebraica, partecipò alla vitalità delle nuove proposte dell’arte occidentale: adottò la libertà di mezzi del cubismo e del suprematismo, svuotando la forma geometrica di tutto quel che poteva ricondurre al reale, fece un uso disinvolto dei procedimenti tipici dell’orfismo e, pur non aderendo alla rivoluzione surrealista fondata da Breton, fu da lui considerato un precursore dell’uso di immagini multiple, colui che per primo introdusse la metafora nella pittura.

E così, villaggi dipinti con una elementarità volutamente infantile, suppellettili dall’aspetto naif – come nelle insegne delle botteghe della provincia russa, collezionate da Chagall e dai cubo-futuristi russi -, associati a virtuosistiche scomposizioni, a invenzioni geometriche, costituiscono una ricorrente aneddotica che sembra insinuarsi per squilibrare il più possibile un quadro. Chagall sviluppò un linguaggio otticamente associativo, commisurato a quello del sogno.

 





 

(10 gennaio 2019)

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