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Sondrio Festival: le conseguenze del cambiamento climatico. Dal 2050 le Alpi saranno come gli Appennini

di Redazione #Sondrio twitter@milanonewsgaia #Ambiente

 

Agire senza aspettare che dall’alto vengano prese le decisioni, cambiare mentalità e manifestare le nostre intenzioni, preferendo il cibo a chilometro zero. La situazione è seriamente compromessa ma non tutto è perduto. I ghiacciai, simbolo di un cambiamento climatico che minaccia il pianeta, si stanno sciogliendo, quelli più antichi si frammentano, è il caso dei Forni, in Valfurva. Temi forti per l’apertura della terza serata di Sondrio Festival, la Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi, ieri, al Teatro Sociale. L’autore di “Geo” Marco Castellazzi ha guidato la conversazione con il meteorologo Filippo Thiery e il glaciologo Claudio Smiraglia. Ondate di caldo e di freddo e inondazioni sono pericolose soprattutto perché la frequenza è aumentata: a Venezia, in un secolo  e mezzo, la soglia di eccezionalità è stata superata in venti occasioni, ma otto nell’ultimo decennio. Questo è il pericolo per Thiery. L’accelerazione rapidissima nello scioglimento dei ghiacciai, ha osservato Smiraglia, è un fenomeno degli ultimi decenni che incide in maniera negativa a catena sull’intero sistema ambientale. Il 91% dei comuni italiani presenta almeno una zona a rischio frane o alluvioni: per il futuro non si possono fare previsioni ma soltanto illustrare scenari. Nel 2050 avremo masse glaciali ridottissime e nei decenni successivi le Alpi saranno simili agli attuali Appennini. Una descrizione da brividi perché viene da uno scienziato qual è Smiraglia, fino all’ammonimento di Castellazzi: cambiare le nostre abitudini per cambiare la politica.

Terminata la conversazione, le proiezioni dei documentari, presentate da Gigliola Amonini, sono state precedute dal saluto di David Restivo, ranger del National Park Service, americano di terza generazione, il cui cognome tradisce l’origine italiana dei suoi avi, emigrati da Bagheria, in Sicilia. Poche parole rivolte al pubblico per esternare la sua soddisfazione di trovarsi a Sondrio Festival in una bella città che gli ricorda la sua, Columbia Falls, nello stato del Montana, vicinissima al confine con la Columbia Britannica canadese, all’interno del Glacial National Park, il Parco nazionale dei ghiacciai.

Tre i documentari in concorso, girati rispettivamente in Lombardia, in Islanda e nell’Africa equatoriale: ambientazioni molto diverse ma tutte a loro modo affascinanti per divulgare l’inaspettata biodiversità di un parco urbano, una bellezza naturale da togliere il fiato nell’isola vulcanica, la lotta per la sopravvivenza in un angolo di mondo sconosciuto. È stato lo stesso autore di “Parco Nord Milano: l’arca di Noè alle porte della città”, Camillo Bruseghini, milanese con evidenti origini caspoggine, a presentare il suo documentario: otto minuti appena e nemmeno una parola per descrivere specie note a tutti ma tanta musica per rappresentare flora e fauna. Una natura rigogliosa che, da regista attento e ispirato, seppure non professionista, ha ritratto dall’alba al tramonto e da una stagione all’altra. Quasi un videoclip che segue uccelli stanziali e migratori, cigni, germani reali, aironi e martin pescatori, ma anche rane, libellule e farfalle. Un habitat sorprendente protetto dalla vegetazione sullo sfondo di una Milano trafficata e avveniristica dominata dai grattacieli di City Life.

L’Islanda mostrata nel documentario “Magica Islanda: l’isola vulcanica più grande al mondo”, diretto da Jan Haft, è il luogo degli eccessi: coste spettacolari che si specchiano nel mare e lande inospitali nell’entroterra. A dominare il paesaggio sono i vulcani, alcuni ricoperti di verde, altri dal ghiaccio: una moltitudine di crateri e più di un centinaio di formazioni vulcaniche, attive o dormienti, rendono il paesaggio lunare. Il più antico abitante dell’isola è la vongola artica che può vivere fino a 500 anni, sempre che non sia molestata dalle stelle marine. Le immagini ritraggono i pesci adagiati sui fondali riscaldati dai geyser che mantengono la temperatura costante per tutto l’anno, i milioni di uccelli marini che con il freddo migrano. Più di cinque milioni di pulcinelle si riproducono in Islanda ma la popolazione è in calo a causa dell’aumento della temperatura dell’acqua che rende difficoltoso l’approvvigionamento di cibo per i piccoli. La volpe artica è l’unico mammifero nativo dell’isola. Le montagne si stagliano imponenti fino a duemila metri, gli iceberg vanno alla deriva: prima o poi l’Islanda, terra di acqua, di fuoco e di ghiaccio, si dividerà.

Dal circolo polare artico all’equatore in pochi minuti: a Sondrio Festival il viaggio si compie velocemente e comodamente, giusto il tempo di dare il via a un altro documentario in concorso. “I re perduti di Bioko”, come ha sottolineato il regista Oliver Goetzl, apprezzato documentarista, dal palco del Teatro Sociale, è stato girato lungo tre stagioni per tre anni consecutivi, in condizioni difficili, per riprendere un mondo perduto rimasto ignoto per secoli e documentare la vita dei drilli, cugini dei più noti mandrilli. Nel golfo di Guinea, a quaranta chilometri dalle coste del Camerun, si trova Bioko, un’isola di origine vulcanica prevalentemente montuosa: in zone inaccessibili all’uomo vivono i drilli, destinati all’estinzione se la caccia e il disboscamento continueranno. Il regista segue il drillo Motuku, maschio alfa che governa il suo gruppo, con il posteriore colorato e i lunghi canini a sancirne il rango, e il piccolo Scipoti, che inizia a scoprire il mondo che lo circonda. Vivono sugli alberi e si spostano alla ricerca di cibo, soprattutto di fichi gialli, Condividono l’isola con tante specie diverse: tartarughe, pipistrelli, gabbiani e cefalofi, piccole antilopi africane. L’isola ospita un ecosistema davvero straordinario, una delle più alte densità di primati di tutta l’Africa: un privilegio averla scoperta grazie al documentario che per la prima volta ha indagato l’esistenza dei drilli.

Terminato il primo dei due weekend dedicati alla prima visione dei documentari in concorso, la domenica piovosa propone le repliche, dalle ore 16, al Teatro Sociale e al Cinema Excelsior, la presentazione del libro “Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia” con l’autore Alex Cittadella, alle ore 15.15, e il documentario fuori concorso “Return to Mount Kennedy” di Eric Becker. Il film documenta la spedizione per salire su una remota montagna nello Yukon, in Canada, intitolata al defunto presidente John Fitzgerald Kennedy, 54 anni dopo l’ascesa del fratello senatore Robert Kennedy, con i brani strumentali di Eddie Vedder dei Pearl Jam e filmati inediti del senatore ucciso nel 1968 a Los Angeles.

 

(17 novembre 2019)

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