Al buon cuore in tempi di Covid-19 del cognato di Attilio Fontana mancano 25 mila pezzi (camici mai consegnati)

di Redazione #Milano twitter@milanonewsgaia #Politica

 

Insomma la vendita trasformatasi in donazione per buon cuore, non perché i rompicoglioni di Report hanno cominciato con le domande scomode come certi maligni insinuano, con tanto di storno di fattura in piena emergenza Covid-19 – perché è quando ci sono emergenze che la gente è distratta, anzi, più distratta del solito – si sta rivelando un vero problema per il Governatore Attilio Fontana – che non è indagato per questa storia.

Succede infatti che la vendita, preceduta dall’ordine, e poi trasformatasi in donazione, ha visto svanire la consegna di 25mila camici che mancano all’appello. E mica perché hanno le gambe e sono finiti da un’altra parte, no. Proprio non sono stati consegnati. ed erano l’ultima tranche dell’ordine diventato donazione con storno di fattura da 513mila euro al seguito e conseguente dichiarazione di regalo, perché in tempi di Covid-19 ci vuol buon cuore.

Così che alla Procura tocca trovare le ragioni della mancata consegna dell’ultima dell’ordine di 513mila euro diventato donazione a gratis: così la società del cognato di Attilio Fontana e della sorella di Fontana (socia al 10%) è al centro dell’inchiesta per turbativa d’asta dei pm Paolo Filippini, Luigi Furno e Carlo Scalas, oltre che della indagini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza.

In tutto questo, e con pieno diritto, il direttore generale di Aria, indagato, ha chiesto il trasferimento. In Regione Lombardia tira un’aria pesante. Mancava soltanto l’ipotesi di frode. Che puntualmente è arrivata.

Del resto che qualcosa non era chiaro l’avevamo scritto qui, qualche mese fa, in piena pandemia, ricevendo scariche di insulti.

 

(11 luglio 2020)

 





 

 

 

 

 

 

 




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