Home / Lugano & Canton Ticino / Vincenzo Vicari fotografo, “Il Ticino che cambia”. Fino al 10 gennaio 2021 al Museo d’arte della Svizzera italiana

Vincenzo Vicari fotografo, “Il Ticino che cambia”. Fino al 10 gennaio 2021 al Museo d’arte della Svizzera italiana

di Redazione #Lugano twitter@milanonewsgaia #Fotografia

 

Dal 29 agosto scorso il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) dedica una mostra monografica al fotografo ticinese Vincenzo Vicari, attivo a Lugano dal 1936. Un percorso cronologico lungo oltre sei decenni che testimonia, attraverso oltre 100 scatti in bianco e nero e a colori, tra stampe originali e riproduzioni da negativi, la trasformazione del territorio ticinese e dei suoi abitanti negli anni che hanno segnato il passaggio dal mondo ancora fortemente rurale del primo dopoguerra, al Ticino urbanizzato degli anni Ottanta.

Le fotografie, in gran parte inedite o poco conosciute, illustrano un Paese in movimento e una realtà che cambia, ma al tempo stesso un paesaggio che fino agli anni Cinquanta appare immobile a un primo sguardo, almeno nell’immaginario collettivo. Per oltre sei decenni Vincenzo Vicari legge e documenta il Ticino senza censure: dai soggetti “da cartolina” a quelli più inaspettati, spesso sovrapponendoli negli stessi scatti. Il suo sguardo non è né celebrativo né estetizzante, ma documenta con sicurezza, anche tecnica, la realtà che lo circonda, a volte con lieve ironia. Se il Ticino di Vicari non è quello idilliaco ricercato dai suoi primi letterati (Francesco Chiesa, Guido Calgari, Giuseppe Zoppi), dall’ideologia della Difesa spirituale e dalla propaganda turistica, non è nemmeno il Ticino unilaterale del progresso tecnico e del successo economico a ogni costo. È una terra alla ricerca della sua identità di cui l’opera di Vincenzo Vicari riesce a esaltarne e sintetizzarne la complessità in maniera mai banale.

Per questo l’eterogeneità della produzione di Vincenzo Vicari è un punto di forza. Se nelle sue pubblicazioni più introspettive (Ed è un semplice lume, 1961 e Ritrarre la luce, 1991) si rifugia volentieri nelle immagini atemporali di un Ticino che non cambia, la lettura integrale e senza censure della sua produzione rivelano un Vicari più complesso, più completo. Ed è proprio qui che può essere ravvisato il principale contributo del suo lascito fotografico: nella varietà dei soggetti e dei committenti, nella quantità degli scatti e nella lunga attività che copre anni cruciali della storia del Cantone. Sono questi gli aspetti, a cui si aggiungono una rete fittissima di relazioni e una grande vitalità imprenditoriale, che permettono a Vicari di illustrare a 360 gradi oltre mezzo secolo di memoria visiva.

La mostra è aperta fino al 10 gennaio 2021.

Info:

MASI | Palazzo Reali
Via Canova 10
CH – 6901 Lugano
masilugano.ch

 

 

(9 settembre 2020)

©gaiaitaia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share and Enjoy !

0Shares
0 0

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne clicca su "leggi di più". Questo sito utilizza cookies di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi