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Arrestato il sindaco leghista di Opera (Milano) Antonino Nucera, ora ai domiciliari con la compagna

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di G.G. #Milano

IL terremoto si verifica all’alba dell’8 aprile quando i Carabinieri del comando Provinciale di Milano arrestano il sindaco di Opera, Antonino Nucera, leghista a capo di una giunta lega-Forza Italia e Lista Noi con l’Italia-Civica insieme ad una dirigente dell’ufficio tecnico comunale e tre imprenditori del settore edile. L’accusa picchia duro: di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e traffico di rifiuti. Un’ombra di campanile, diciamo…

Le misure sono state emesse dal gip del tribunale di Milano su richiesta della Dda della Procura della Repubblica di Milano e sono state eseguite nelle province di Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina.

Nucera, calabrese di nascita, compagna responsabile comunale dei Lavori pubblici nello stesso Comune di Opera (Milano) anche lei ai domiciliari, si trova agli arresti per un’inchiesta iniziata nel febbraio 2020 dopo una segnalazione su presunti illeciti posti in essere dall’amministrazione comunale. le accuse parlavano di interferenze in alcune procedure di gara per orientare l’assegnazione di lavori pubblici in favore di imprenditori conniventi dietro ricezione di “sostanziose utilità”, secondo una nota dei carabinieri citata da Milano Today.

Il quotidiano scrive anche di “documentati reati di tipo ambientale” come lo stoccaggio, riutilizzo o interramento “in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all’interno del Parco Sud di Milano di circa mille tonnellate di fresato d’asfalto e altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate, Monza”, messi in opera dalle aziende dei tre imprenditori ora agli arresti che avrebbero “attestato falsamente il regolare recupero dei rifiuti speciali attraverso “formulari” ideologicamente falsi che sarebbero stati ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, questi ultimi indagati a piede libero”.

C’è poi un’altra storiella, di pochissimo conto [sic] e riguarda il primo cittadino di Opera ai domiciliari compagna al seguito, il quale avrebbe arbitrariamente distribuito a stretti congiunti e a dipendenti comunali circa duemila mascherine chirurgiche che la Città Metropolitana e la Protezione Civile avevano destinato alle Rsa e alle Farmacie Comunali. Scelta arbitraria che in tempi di pandemia dovrebbe almeno far vergognare un po’.

Ora la giustizia farà il suo corso e speriamo, come sempre, che venga provata l’onestà dell’amministratore arrestato con compagna al seguito, e tre imprenditori pure, perché è sempre meglio avere governanti onesti, per così dire.

 

(8 aprile 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 

 



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