Il consigliere del M5S del Pirellone sposta “l’ufficio sul Marciapiede” contro “l’uso politico del green pass”

di G.G., #politica

Finiranno, prima o poi, anche queste le legislature degli scappati di casa, per ora tocca goderseli con tutto il loro bagaglio di pressapochismo politico e di passione per il circo mediatico per amore del circo mediatico che ti fa stare dentro il circo mediatico.

Il consigliere del Pirellone Luigi Piccirillo cavalca così l’onda del cosiddetto “uso politico del Green pass” e, da perfetto surfista, annuncia il trasferimento del suo ufficio sul marciapiede di Palazzo Pirelli in segno di protesta. Una protesta che speriamo duri di più di quella dei suoi colleghi M5S di Roma, che occuparono la Regione Lazio per ben tredici ore, prima che li evacuassero a causa di un caso di contagio di covid-19 negli uffici vicini.

Per coerenza, il consigliere Piccirillo dovrebbe poi dimettersi dal suo gruppo, considerando che il M5S cui appartiene fa parte di quella compagine di governo di dittatori che hanno votato il Green pass” e il conseguente “uso politico del green pass” che il consigliere denuncia. Lui però vuole l’azione eclatante, ne chiede l’abolizione, e solo in Lombardia perché il Pirellone – ops!, l’ufficio consigliare esterno al Pirellone – si occupa delle cose di casa sua considerando che “il 90% dei cittadini lombardi è vaccinato con la seconda dose”. Che se ne stia approntando una terza, di dosi, è per il consigliere da marciapiede del M5S, probabilmente irrilevante.

Dunque il consigliere Piccirillo è perfettamente in linea con i No Vax urlanti triestini? Non sappiamo. Certo l’onda da surfare è quella. Certo è che Conte e Di Maio dovrebbero fare i conti con gli esponenti che strizzano l’occhio ai No Vax e ai No Green pass come segnale di responsabilità nei confronti di un paese ancora in piena crisi pandemica. Le grida pentastellate sullo “sfavorire i lavoratori e le fasce di popolazione più povere e in difficoltà” in una situazione che sta “sta causando notevoli disagi sociali ed economici” è la stessa che c’era quando Conte stava al governo e il M5S taceva mentre si rimboccava le maniche per far fronte al più grosso casino che l’Italia abbia affrontato dalla Seconda Guerra Mondiale in poi. Il ritorno al passato anti-vaccinista dovrebbe essere ripudiato. Almeno per coerenza.

 

(27 ottobre 2021)

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