Il No Vax, il Portuale discusso e il Prelato discutibile

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di Valerio Esposti, #politica

Il portuale e l’arcivescovo, ovvero i due “leader” conclamati che dissentono praticamente ormai su tutto ciò che la scienza e le istituzioni propongono in tema di Covid.

Puzzer e Viganò, discussi e discutibili, sono balzati in cima alle cronache per le tesi a dir poco bislacche e il modo in cui hanno cavalcato la protesta della composita galassia di oppositori ai vaccini e al green-pass (spesso le due cose coincidono), che racchiude complottisti, manifestanti, leoni da tastiera e negazionisti a prescindere.

Stefano Puzzer è il “capo popolo” dei no green pass: si è distinto – diciamo così – nei primi giorni di scioperi a Trieste. Parlata incerta, a tratti sgrammaticata, teorie e considerazioni mediche non meglio precisate e prese a prestito da chissà chi, il tutto alternato a pianti e immancabili esibizioni del Rosario in mano. Insomma, scene (quasi) toccanti che in teoria potrebbero anche sembrare vagamente credibili. L’ex portavoce ufficiale del Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste (CLPT) non ha nessun tipo di competenza tecnica, medica né scientifica. Gode però di un certo seguito, ma non si sa fino a quando; l’effetto “meteora” non risparmia nessuno. Nel frattempo si è guadagnato sul campo un foglio di via obbligatorio con divieto di soggiorno per un anno a Roma, emesso dalla questura capitolina.

Ma i novax hanno addirittura un “padre spirituale”: si tratta dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Noto per le sue posizioni reazionarie e l’avversione nei confronti di Papa Bergoglio, teorico del “grande reset”, di recente ha rilasciato alcune dichiarazioni tra l’imbarazzante e l’assurdo. In un video mandato in onda il 9 novembre da La7 durante il programma “Di martedì” condotto da Giovanni Floris, Viganò ha testualmente affermato: <<In tutte la parti del mondo in cui vige la psico-pandemia il popolo scende nelle piazze e manifesta il proprio dissenso. I media di regime, in pratica tutti, tacciono sistematicamente quello che però possiamo vedere su internet>>. Non contento, ha chiosato: <<Stiamo cominciando a capire che ci hanno ingannato per due anni, raccontandoci cose che non corrispondevano alla realtà>>.

Anche nel caso del prelato, gli slogan ormai ritriti e inflazionati non hanno nessun fondamento scientifico. Per nostra fortuna, ogni giorno possiamo vedere su internet le notizie che i media di regime ci propongono. Se non fosse una questione estremamente seria, ci sarebbe da ridere di gusto: nel frattempo godiamoci i “leader” [sic] che combattono le tesi propagandate da noi tutti, complici e schiavi della dittatura mediatica-sanitaria che in Italia sta limitando le libertà.

 

(10 novembre 2021)

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