Autostrada Valtrompia, si rischia un epilogo tragicomico

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di Massimo Mastruzzo*

Quando in una nave il timoniere si lascia guidare solo dalla bussola del potere economico, il rischio è di lasciarsi spingere inconsapevolmente alla deriva dal vento accecante del denaro. La Lombardia che si è impegnata in una crescita a dismisura, consumando avidamente risorse territoriali e ambientali, sta divenendo di fatto un immenso insediamento economico e umano, votato quasi unicamente alla produzione di utili, a prescindere dalle conseguenze.

Stando a fonti ben accreditate il Corriere della Sera ha saputo che in una riunione tecnica tenutasi ieri (25 febbraio, ndr) la ditta che dovrebbe realizzare l’opera, la Salc-Salini, ha palesato ad Anas la sua volontà di rescindere il contratto. In tempi di rincari record dell’energia, che subiranno lievitazioni imprevedibili a causa della guerra, la ditta che ha aperto i cantieri a giugno è convinta a lasciare l’appalto. Il Governo vuole nominare un commissario straordinario, ma convincere la Salc a restare non sarà facile. A meno che quei 219 milioni (32.6 milioni a km) messi sul piatto per l’opera non lievitino ulteriormente così come i costi di bonifiche, energia e cemento. Al momento l’unica certezza è il rischio concreto che i tempi di consegna rischiano di dilatarsi ben oltre la consegna prevista 2025.

M24A-ET Lombardia a giugno 2020 aveva sottoscritto documento, che esprime la naturale declinazione del concetto di Equità Territoriale: declinazione politica e ambientale. Insieme a realtà locali, comitati, e associazioni, chiedeva al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare di fermare e ripensare l’opera per la costruzione “dell’autostrada” della Valtrompia. Chiedendo un utilizzo diverso sul territorio bresciano di quei milioni stanziati per 7Km inutili di strada. Pensando a quello che deve essere la mobilità del futuro, sempre più compatibile con il rispetto dell’ambiente, e ponendo fine ad una vicenda tragicomica che ha evidenziato tutti i limiti della politica e dell’imprenditoria locali nel progettare il futuro. Oggi, per l’appunto si rischia un epilogo tragicomico.

*Direttivo nazionale M24A-ET
Movimento per l’Equità Territoriale

 

(27 febbraio 2022)

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