Scannatoio post-elezioni a destra. Cazzotti tra Moratti e Fontana

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di Giancarlo Grassi

Siccome le elezioni scaldano gli animi e nutrono l’arroganza, soprattutto quando sono elezioni perse, era nell’aria il nuovo scannatoio leghista. E’ però Moratti, raccontano le cronache lombarde vicepresidente tutelare della Regione Lombardia oltre che assessora al Welfare, ad innescare la miccia.

“Sono stata chiamata dal presidente Fontana e ho accettato per responsabilità e amore per la mia regione, con l’impegno parallelo di un passaggio di testimone a fine legislatura – ha tuonato intervistata su Rai Tre da Marco Damilano – ho lavorato e lavoro coerentemente a quell’impegno ma coerentemente a quelle indicazioni ho costruito anche una rete civica” (perché non sono bastati i disastri al ministero dell’Università, la rivogliono anche presidente), scatenando le ire fontaniane del presidente leghista che vede il suo partito doppiato a destra da Meloni e vede sfuggire la poltrona.

In nome del popolo, e non della poltrona ché figuratevi se ai leghisti interessano le poltrone, Fontana pensa al 2023 e chiede a Donna Moratti “un chiarimento netto e definitivo”, impuntandosi sul fatto che “una cosa è far politica, un’altra giocare sull’onorabilità delle persone e amministrare senza sapere da che parte si voglia stare: con noi o contro di noi”. E noi a pensare che si governasse per il popolo, come millantano tutti i pori leghisti, mentre Fontana si lascia sfuggire un “o con noi o contro di noi” che suona tanto a questione puramente partitica e di potere.

L’ex presidente della Rai ed ex sindaco di Milano è comunque pronta a scendere in campo (per la Lombardia, mica per le sue smisurate ambizioni personali), ma ci tiene a precisare che la sua non è “autocandidatura ma disponibilità”, un po’ come quando si spettegola di qualcuno e si precisa “non ne sto parlando male, gli voglio bene”. Così dopo la scomunica in arrivo a Zaia e Fedriga del segretario alla canna del gas, ricomincia il Lombardo Show direttamente dal Pirellone: uno show che fa pensare che oltre il potere, per questa classe dirigente vergognosa, non c’è nulla.

 

(30 settembre 2022)

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