Autonomia differenziata e presidenzialismo nascondono un accordo sommerso tra Meloni e Salvini?

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di Massimo Mastruzzo*

Giorgia Meloni nei suoi discorsi iniziali da prima ministra aveva messo in chiaro alcuni punti programmatici della sua azione di governo. In particolare per quanto riguarda L‘annosa questione meridionale, aveva sottolineato come la maggioranza volesse mettere al centro del suo operato: “Il Sud non più visto come un problema, ma come un’occasione di sviluppo per tutta la nazione”.

A tal riguardo Meloni prometteva che lei e la sua squadra avrebbero lavoreranno sodo per colmare un divario infrastrutturale che definisce inaccettabile, eliminare le disparità, creare occupazione, garantire la sicurezza sociale e migliorare la qualità della vita. “Dobbiamo riuscire a porre fine a quella beffa per cui il Sud esporta manodopera, intelligenze e capitali, che sono invece fondamentali proprio in quelle regioni dalle quali vanno via. Non è un obiettivo facile”, ma il suo impegno su questo sarà “totale”.

 

TRA IL DIRE E IL FARE  C’È L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

La Repubblica è “una e indivisibile”, recita l’articolo 5 della Costituzione. Come sono indivisibili i diritti che spettano a tutti i cittadini a parità di condizione. L’autonomia differenziata messa in moto dal ministro Calderoli e preconfezionata dai governi precedenti, ribalta con un escamotage questi principi fondamentali della carta costituzionale disgregando di fatto i diritti dei cittadini del Sud Italia.

D ifatto ci sarebbe un obbligo costituzionale di garantire in tutta Italia i Lep (Livelli Essenziali delle Prestazioni), ovvero si dovrebbero assicurare a tutti i cittadini italiani il godimento di tutti i diritti e servizi (per garantire i LEP servono naturalmente importanti investimenti soprattutto dove i servizi è i diritti sono più carenti). Ma tra le righe del provvedimento è stato inserita una parolina che aggira il preciso obbligo costituzionale: determinare. Il modo infinito del verbo determinare inserito nella parte in cui si accenna ai LEP aggira di fatto l’obbligo costituzionale di realizzare le Prestazioni Essenziali per tutti i cittadini. Determinare le prestazioni da garantire per tutti i cittadini italiani infatti, letteralmente, non significa affatto realizzare. L’escamotage trovato da Calderoli&c., nell’indifferenza, a quanto pare, della presidente Meloni, sta proprio nella sostanziale differenza tra determinare e realizzare.

 

GIORGIA MELONI HA BARATTATO IL SUD IN CAMBIO DEL PRESIDENZIALISMO?

Giorgia Meloni, da capogruppo di FDI, per correggere “il regionalismo differenziato”,  presentava, in data 15.1.2014, alla Camera dei Deputati  la proposta di Legge Costituzionale n.1953, con la quale proponeva, all’art. 2 comma 1, “L’articolo 116 della Costituzione è abrogato”,quindi l’abrogazione della famigerata Autonomia Regionale Differenziata. Cosa c’è allora dietro a questo cambio di rotta, forse la presidente del Governo Italiano vuole barattare l’Autonomia Regionale Differenziata, che penalizza una parte del territorio italiano, il Sud, con il Presidenzialismo?

 

*Direttivo nazionale
Movimento Equità Territoriale

 

 

(5 gennaio 2023)

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