Ribaltata la decisione dei giudici di primo grado: la Corte d’appello di Milano ha dichiarato illegittime le trascrizioni degli atti di nascita, fatte dal Comune, dei figli di tre coppie di donne che erano ricorse alla fecondazione assistita all’estero. E’ stato così accolto il ricorso della Procura riconoscendo che “la materia di cui si tratta richiede l’intervento del legislatore”, si legge in un comunicato stampa del tribunale citato da Repubblica “unico soggetto capace di operare un articolato disegno normativo idoneo a declinare in modo corretto i diritti dei soggetti coinvolti” nella procreazione medicalmente assistita.
E mentre si ribalta la decisione dei giudici di primo grado, per i quali i riconoscimenti all’anagrafe dei figli delle coppie di donne, nati con procreazione assistita, restavano validi, nessuno riesce ancora a spiegare come un legislatore possa decidere su un tema sul quale non vuole legiferare come è noto ormai anche a chi non vuole né vedere né sentire.
Asili Nidi. Il Governo non taglia il fondo. Taglia la perequazione
di Massimo Mastruzzo * Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha ragione su un punto: il Fondo nazionale... →
Si parte dal basso con le discriminazioni serie, sempre dal basso: dai più deboli, cioè. E si prosegue ignorando quelle per abituarsi ad ignorarle tutte: particolarmente quelle che pensiamo non ci riguardano direttamente.
Fine vita-Majorino (Pd): “Basta ipocriti silenzi. Serve una legge nazionale e in assenza una normativa regionale”
"Il centrodestra lombardo esca dall'ambiguità sul fine vita e da questo strano silenzio un po' ipocrita. Serve una... →
(6 febbraio 2024)
©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata
