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Se Marina Berlusconi getta nel panico la maggioranza di Governo

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Non è stato soltanto un richiamo, quello di Marina Berlusconi di un paio di giorni fa, è stato un vero proprio ordine di servizio che invita, nemmeno troppo sommessamente, a seguire la linea delle libertà che aveva in mente il fondatore del partito. Destinatari in primis, Tajani e il resto di Forza Italia, e al seguito il resto del governo.

Ed è subito guerra aperta. Anzi guerriglia: Forza Italia tira le orecchie a Fratelli d’Italia sulla commissione parlamentare d’inchiesta sulla pandemia Covid., una di quelle robe vergognose che le destre cieche tirano in ballo per rifarsi una verginità cambiando la storia per dare la colpa agli altri. Ma stavolta ai forzisti la faccenda è andata di traverso, tant’è che hanno commentato la conferenza stampa organizzata dagli alleati per commentare l’andamento dei lavori della commissione dicendo chiaro e tondo che si tratta di “una commissione d’inchiesta, non uno strumento ad uso di un singolo gruppo, che è chiamata a mantenere uno sguardo obiettivo”, con i componenti di Forza Italia della commissione Licia Ronzulli, Stefano Benigni e Annarita Patriarca a mettere in guardia i colonnelli ubriachi di potere di Meloni & Meloni.

La reazione non sorprende, considerate le distanze registrate durante la pandemia tra gli attuali alleati di governo. Dalle zone rosse al Green pass, all’epoca i berlusconiani avevano tenuto una linea di responsabilità, in difesa delle indicazioni scientifiche, mentre Meloni e Salvini protestavano contro le restrizioni e strizzavano l’occhio ai no vax. Salvini, del resto, risponde a Marina Berlusconi da par suo: invocando una premio Nobel per la Pace per Trump che con poche parole sta distruggendo ottant’anni di storia. A forza di proporre premi Nobel per chiunque forse Salvini spera che prima o poi li diano anche a lui. Forse per compassione.

Certo fossimo in lor signorie del potere che dura in eterno e noi facciamo quello che cazzo ci pare tanto poi si può sempre dare la colpa al PD, suggeriremmo urbi et orbi di non prendere tanto sotto gamba i discorsi pubblici della presidente di Fininvest e di Mondadori: una vera e propria scossa con il richiamo a un maggior protagonismo del partito fondato dal padre, all’insegna dei valori liberali e della difesa dei diritti civili. Con particolare attenzione alle questioni LGBTI e al Fine VitaIl capo, che è lei, vuole un cambio di passo. E lo vuole adesso.

 

 

(19 febbraio 2025)

©gaiaitalia.com 2025 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 



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