di Effegi
L’Ungheria ha compiuto un passo inquietante verso la repressione delle libertà civili: il Parlamento ha approvato una legge che vieta qualsiasi manifestazione pubblica legata ai diritti LGBTQ+. Con questa decisione, il paese diventa il primo nell’Unione Europea a introdurre un divieto così radicale, sollevando forti preoccupazioni a livello internazionale.
Secondo il governo, la misura sarebbe volta a “proteggere i valori tradizionali”, ma per le associazioni per i diritti umani rappresenta un attacco diretto alla comunità LGBTQ+ e un tentativo di silenziare ogni forma di dissenso. Le nuove restrizioni si aggiungono a una serie di provvedimenti repressivi adottati negli ultimi anni, consolidando l’immagine dell’Ungheria come uno dei regimi più autoritari dell’UE.
Al via il cantiere per restituire il Cinema Orchidea alla Città
Leggi l'articolo →Le reazioni non si sono fatte attendere: istituzioni europee, attivisti e organizzazioni per i diritti civili hanno condannato la legge, mentre molte città europee stanno organizzando manifestazioni di solidarietà. Tuttavia, il governo ungherese sembra determinato a proseguire su questa strada, sfidando apertamente i principi di libertà e uguaglianza sanciti dai trattati dell’Unione.
Il rischio è che questa decisione apra la strada ad altri governi ultraconservatori, innescando un effetto domino che potrebbe compromettere i diritti di milioni di persone in tutta Europa.
Un nuovo processo per i trapper Baby Gang, Simba La Rue e Rondo Da Sosa
Leggi l'articolo →- Seguite qui il blog Bo Summer’s, “El Horno” e altri testi di Fabio Galli
(18 marzo 2025)
©gaiaitalia.com 2025 – diritti riservati, riproduzione vietata
