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In Lombardia test sierologici a pagamento e senza un tetto massimo di prezzo. Il miracolo leghista dell’assessore Gallera

di Giovanna Di Rosa #Milano twitter@milanonewsgaia #Coronavirus

 

Eccola la terra promessa leghista, la “Lombardia che ha retto benissimodelirata dall’Assessore Gallera in diretta da Fabio Fazio, delirio che continua con la nuova decisione della giunta – la giunta che vuole fare causa all’INPS perché non vorrebbe erogare la cassa integrazione che sarebbe stata chiesta regolarmente dalla giunta Fontana (quel Fontana che verrà ascoltato dai giudici il 13 maggio) – e che ha deciso finalmente sui test sierologici.

Sembra infatti certo che le strutture sanitarie, naturalmente private, della Lombardia potranno effettuare ogni tipo di test sierologici, purché accreditati e riconosciuti dalla Regione, e a pagamento.  Lo scrive Business Insider citando Il Giornale di Brescia che ha anticipato la notizia.

Se sulla lista dei test accreditati e riconosciuti non si sa ancora nulla, la lista dovrebbe arrivare a breve, ancor meno si sa sui prezzi dei test. Anzi, pare certo che non sarà fissato nessun tetto massimo ai costi dei test sierologici, che a chiederli – i prezzi – pare persino di voler pretendere di non spendere troppo.

Così l’assessore Gallera rivoluziona la Sanità lombarda e il diritto alla salute obbligando i lombardi, e non solo i creduloni che hanno votato la giunta Fontana, a pagare di tasca propria per il test sierologico, dopodiché mettersi in qauarntena da solida soli avvisare il proprio medico curante. Insomma la Lombardia, in soldoni, dice ai suoi cittadini Arrangiatevi, perché per la Lega prima gli Italiani, soprattutto quelli sani.

Con questa nuova decisione Gallera conferma di essere uno di quei politici che non si fa mancare niente, ed ancor meno fa mancare a chi governa, confermando i sospetti di enormi ritardi in Lombardia rispetto alla questione dei tamponi, ritardi confermati da una sua dichiarazione del 4 maggio scorso in piena ripartenza, che spiegava come la Regione Lombardia stesse “ancora molto tamponando gli operatori sanitari, il personale delle Rsa, gli ospiti delle Rsa”, tutte operazioni che si sarebbero dovute fare mesi fa. Ma si sa, gli impegni sono impegni e ci sono priorità. Perché prima i Lombardi.

Peccato che la giunta Fontana-Gallera non abbia capito che sono proprio stati i tamponi ad impedire che in Veneto succedesse ciò che è successo in Lombardia. Del resto non basta essere leghisti per avere testa. Come insegna gran parte del partito.

Dunque volete il test? Ve lo pagate. E non importa quali conseguenze possa avere questa scelta sulla salute pubblica della regione che a più caro prezzo ha pagato la pandemia in termini di morti. Quella Lombardia il cui assessore al welfare, sempre lui, diceva “Bloccare i test sierologici nei centri privati“. Era solo il 20 aprile. In due settimane cambiano molte cose.

Ciò che non cambia sono i 14.189 morti e gli oltre 77mila casi di contagio, più di un terzo dei contagi in Italia, quasi la metà dei morti del Paese. Ciò che non cambia è la palese incapacità di gestire l’emergenza della Giunta Fontana che costringe i Lombardi a pagare di tasca propria se vogliono sapere il loro stato sierologico. Una vergogna.

 

(5 maggio 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 




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