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Fontana e Gallera dai PM di Bergamo tra violente proteste

di Giovanna Di Rosa #Bergamo twitter@milanonewsgaia #Coronavirus

 

Violente proteste contro la Regione Lombardia e il suo presidente Fontana, interrogato dai PM bergamaschi, contro il suo assessore al Welfare Gallera, sentito ieri per tre ore e contro Confindustria, sono la risposta del presidio nato  per protestare contro la gestione dell’emergenza coronavirus tutt’ora in corso.

I manifestanti hanno preparato uno striscione di abbacinante chiarezza la cui fotografia è stata pubblicata su Twitter con la scritta “Fontana, Bergamo non dimentica” più l’insulto che potete leggere da voi. Nel mirino della protesta anche Stefano Scaglia, presidente di Confindustria.

 

 

Per Salvini è stato “Vergognoso convocare Fontana, allora si chiami anche il premier Conte”, ma l’ex ministro dell’Interno dimentica quando Gallera disse: “La Legge” regionale per istituire “subito la zona rossa nel Bergamasco” c’era; se n’era accorto dopo avere approfondito la Legge, chissà cosa aveva dovuto fare prima. Ma a queste piccolezze di nessuna importanza per Salvini, risponderanno i PM, dopo che avranno risposto, malgrado Salvini, coloro che hanno gestito la crisi Coronavirus in Lombardia in modo vergognoso, nonostante la difesa d’ufficio di Beppe Sala. Che ha perso una straordinaria occasione per stare zitto.

E il quotidiano Repubblica, racconta una storia – potete leggerla per intero citando il link – che della superficialità dei massimi responsabili politici ed istituzionali della Regione Lombardia dice molto:

Lo dico all’assessore Gallera e al presidente Fontana che anche il mio papà dorme sonni tranquilli. Purtroppo per la loro incapacità e non per il virus non si sveglia piu”. È  lo sfogo di Walter Semperboni, vicesindaco di centrodestra di Valbondione, paese della Val Seriana che ha atteso davanti alla procura di Bergamo con addosso la fascia tricolore l’assessore al Welfare Giulio Gallera per dirgli che “deve andarsene”. Semperboni avrebbe voluto parlare con Gallera che “non ha mai risposto a una mia telefonata”. Ai giornalisti, ha poi raccontato la tragica storia di suo padre paziente Covid-19 all’ospedale di Piario, nella Bergamasca: “Ho avuto la sfortuna di portare là mio papà. Tutti parlano di Alzano  ma a Piario il primo marzo nessuno tra infermieri e medici indossava la mascherina e i guanti”. Il vicesindaco ha spiegato anche che in quei giorni nel presidio sanitario della Valseriana “la situazione era insostenibile. Nel pronto soccorso un giorno saremmo stati in 200. Eravamo tutti accalcati”. Dal padiglione di chirurgia “dove hanno messo i pazienti Covid, mio papà mi ha chiamato dicendomi ‘mi stanno facendo morire'”. Semperboni ha proseguito che “io non chiedo ai politici che mio padre dovesse guarire ma che potesse morire dignitosamente”. “Da amministratore libero dico che da Nord a Sud abbiamo politici incapaci – ha concluso -. Gallera se ne dovrebbe andare e Fontana non dovrebbe permettersi di dire che dorme sonni tranquilli”. Ma l’assessore è uscito da un altro ingresso della procura.

 

 

(29 maggio 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 

 




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