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O su come Silvio Berlusconi ha zittito la politica pescivendola dell’estrema destra di Salvini e Meloni

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di G.G. #Lopinione twitter@milanonewsgaia #Politica

 

Avrete notato come il voto unanime alla Camera e pressoché unanime al Senato sullo scostamento di bilancio abbia tolto la voce a Salvini e Meloni, o di come Berlusconi imponendo ai due figlioli scapestrati la collaborazione col governo in nome dei ristori agli Italiani, abbia di fatto chiuso loro la boccaccia togliendo loro ogni possibilità di continuare ad attaccare gratuitamente il governo, in questa delicata fase di covid-19 e conseguenti problemi economici.

Naturalmente l’uscita concordata di Meloni sul governo che aveva accettato tutte le richieste della sua parte politica è uno specchietto per i Meloni d’Italia dell’Italia sì mesta, per fare stare zitta una base sempre più estrema e gratuitamente furiosa.

Non è andata meglio a Salvini: costretto a stare zitto perché non può attaccare, dopo una settimana, misure che è stato costretto a votare dal vero capo della destra italiana, tutta la destra italiana, dopo averle votate e avendole votate dopo avere gridato urbi et orbi che non le avrebbe votate mai.

L’avere ammutolito in un colpo solo i due partiti che secondo le intenzioni di voto fanno insieme cinque volte i voti di Forza Italia ha così chiarito all’elettorato gridone e credulone che si rivolge a SalviniMeloni che nella politica che conta i loro due idoli contano tanto come questo scrivente nel board direttivo del Fondo Monetario Internazionale. Cioè, nulla. E che chi continua a muovere le pedine di quella parte politica è sempre lui: Silvio Berlusconi che, con abilità occulte e defficacissime,  che esulano dalla nostra conoscenza e rispetto alle quale non vorremmo sapere nulla nemmeno se ci fossero, continua a pilotare con grande maestria la politica pescivendola della grida continue, degli argomenti pochi e meglio se nulli, e delle continue apparizioni video-audio scagliandosi contro un nemico differente un giorno sì e l’altro pure.

Tra una decina di giorni avranno entrambi un’altra possibilità: quella offerta dal natale austero e con feste poche, meglio se da soli, che si profila all’orizzonte. Grazie a quella misura potranno scagliarsi contro coloro che vogliono distruggere la festa della famiglia tradizionale: loro che una famiglia tradizionale non ce l’hanno o se ne sono fatte più di una.

 

(30 novembre 2020)

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