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WTE, Piano cave, Bitumificio, Cesio-137, Tornado, F35: un mix letale per il territorio di Montirone

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di Massimo Mastruzzo*

Da qui fino a metà ottobre la sesta Commissione Ambiente regionale ascolterà i diversi protagonisti che saranno coinvolti nel Piano cave della provincia di Brescia. Il piano cave ha già superato il passaggio in giunta regionale ed ora è, appunto, nelle mani del consiglio del Pirellone per la definitiva approvazione.

All’interno di questo Piano, un immenso bacino estrattivo, un buco dal quale estrarre circa 50 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia, si trova il territorio del piccolo comune di Montirone che rischia letteralmente di essere soffocato dalla pressione antropica: dal piccolo territorio di 1.000 ettari del comune di Montirone, pare infatti che, salvo parere negativo in extremis della commissione ambiente regionale, si sia già data la possibilità ai cavatori di estrarre altri 5 milioni di metri cubi.

Gli indicatori di pressione ambientale su ambiente naturale e territorio (secondo metodologie internazionalmente condivise) collegati all’intesità di estrazione; densità dei siti estrativi; ed altri indici di riferimento, dovrebbero far scattare automaticamente un alert a fronte di un piccolo territorio che dovrebbe contribuire con un percentuale pari al 10% dei complessivi volumi autorizzati dal Piano cave di Brescia. Un territorio, quello del piccolo comune a ridosso di Brescia, che sta già sopportando la pressione data da altri fattori che concorrono ad intaccare la salubrità ambientale e di conseguenza la salute dei cittadini. Montirone, infatti, oltre ad avere un territorio che rischia di diventare il principale richiamo al famoso gruviera, deve difendersi da:

  • CESIO-137, ancora non è chiaro se il cesio-137 presente nella ex metalli capra verrà tombato o portato via. Nel frattempo è lì a dare il suo non gradito contributo alle preoccupazioni per la propria salute dei cittadini;
  • BITUMIFICIO, nel 2022, contro la volontà di molti suoi cittadini, del comitato «Bitumificio No Grazie!», di Legambiente, e nonostante tre ricorsi (respinti dal TAR) contro il progetto, è attivo un impianto di produzione di calcestruzzo (200 tonnellate l’anno), conglomerato bituminoso (240mila tonnellate l’anno) e recupero di fresato d’asfalto (72mila tonnellate l’anno);
  • TORNADO/F35 : dal vicinissimo aeroporto militare di Ghedi decollano e atterrano quotidianamente Tornado e F35, che “irrorano” con il cherosene che fuoriesce dai loro scarichi, il territorio che si trova praticamente pochi centinaia di metri più sotto;
  • WTE, i terreni del comune di Montirone fanno parte dei 3000 ettari di terreni agricoli del nord Italia dove, tra gennaio 2018 e agosto 2019, sono stati sversati dalla WTE oltre 150 mila tonnellate di fanghi tossici.

Senza contare l’aumento della mole di traffico di mezzi pesanti che percorrono quotidianamente le strade cittadine per poter raggiungere le cave e il bitumificio, Montirone subisce praticamente un attacco alla salubrità ambientale che arriva dal cielo, dalla terra e da… sottoterra. Una condizione che, in virtù dei nuovi articoli costituzionali in materia di tutela ambientale, non può non essere presa in considerazione dalla sesta Commissione Ambiente regionale.

L’Ambiente è tutelato dalla Costituzione

Il nuovo articolo 41 della Costituzione non si limita al riconoscimento della tutela dell’ambiente come interesse pubblico. Consente di mutare lo scopo d’impresa attraverso l’intervento legislativo, modificando l’idea stessa di attività economica privata.


Proteggere l’ambiente per le generazioni future

La legge costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, che ha modificato gli articoli 9 e 41 della Costituzione, ha riconosciuto un espresso rilievo alla tutela dell’ambiente, sia nella parte dedicata ai Principi fondamentali, sia tra le previsioni della cosiddetta Costituzione economica.

Così, il nuovo comma 3 dell’art. 9 Cost., nel prevedere che la Repubblica (dunque, tutti gli enti della Repubblica) “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”, detta un criterio generale di azione dei pubblici poteri improntato alla protezione dell’ambiente.

Il criterio vincola oggi direttamente le istituzioni nazionali, anche a prescindere da ulteriori specificazioni normative: così, la previsione ribadisce sul piano interno il principio di integrazione delle esigenze ambientali nelle scelte pubbliche, già espresso dall’art. 11 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (a norma del quale “Le esigenze connesse alla tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle politiche e azioni dell’Unione, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile”).

 

*Referente Regionale MET Lombardia
Movimento Equità Territoriale

 

 

(8 settembre 2023)

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