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L’auspicato e strombazzato pentimento di Francesco Schiavone porterà chiarimenti sulle collusioni?

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di Massimo Mastruzzo*

In attesa che dal pentimento e dalle possibili dichiarazioni di Francesco Schiavone si possa fare chiarezza sulle le tante zone d’ombra nei rapporti tra criminalità organizzata e le lobby, rimaste tali nonostante le condanne di Cipriano Chianese e Gaetano Cerci, responsabili dell’ecocidio in Campania (Cipriano Chianese, è stato l’anello centrale dell’ecomafia dei rifiuti nel nostro Paese, una sorta di “ministro dell’ambiente” che per decenni ha gestito il settore dei rifiuti per conto del clan dei Casalesi), invito ad un ripasso del dossier “Le Rotte Della Terra Dei Fuochi” di Legambiente.

Legambiente nel 2021 ha prodotto un dossier sulla Terra dei Fuochi dal titolo: LEGAMBIENTE – Le Rotte Della Terra Dei Fuochi

Da questo dossier, che concentra tutte le inchieste della magistratura e le operazioni delle forze dell’ordine per contrastare il fenomeno dell’Ecomafia, si vede come dalle 82 inchieste dei PM viene alla luce che sono settentrionali quasi tutte le 443 aziende coinvolte. Dal 1991 al 2013 sono state censite ben 82 inchieste per traffico di rifiuti che hanno incanalato veleni da ogni parte d’Italia per seppellirli direttamente nelle discariche legali e illegali delle province di Napoli e Caserta, soprattutto. Inchieste concluse con 915 ordinanze di custodia cautelare, 1.806 denunce, con il coinvolgimento di ben 443 aziende: la stragrande maggioranza di queste ultime con sede sociale al centro e al nord Italia. In ventidue anni sono stati smaltiti nella Terra dei Fuochi, tra la provincia di Napoli e di Caserta, circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Un tir, secondo gli inquirenti, è in grado di trasportarne 25 tonnellate alla volta. Circa 410.905 camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del napoletano e nelle discariche abusive del casertano. Queste aziende di ‘assassini’ dopo aver ucciso “illegalmente” nel sud, adesso pretendono di farlo ‘legalmente’.

Quello che non cambia sono le vittime, cittadini indifesi da una politica incapace di tutelare il territorio, ed i carnefici, aziende senza scrupoli che scendono a patti con malavita e malapolitica pur di arricchirsi.

Per questo motivo propongo di far conoscere a tutti chi sono queste aziende, l’elenco si può trovare nelle inchieste e nei vari dossier.

Non aggiungo altro se non l’invito a visitare il link che porta al report di Legambiente.

*Direttivo nazionale MET
Movimento Equità Territoriale

 

 

(1 aprile 2024)

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