Milano, arrivi spontanei di famiglie siriane ed irachene. Il Ministero dell’Interno vigili

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di Gaiaitalia.com, #Milano

 

 

La maggior parte sono arrivate questa settimana, tutte di notte e tutte sono state trasferite con una navetta nei centri di accoglienza di via Aldini e via Sammartini. Si tratta di 11 famiglie di origine siriana e irachena, 66 persone di cui 32 bambini e un neonato di 3 mesi. Sono arrivate in Stazione Centrale nelle notti dal 27 giugno a oggi e sono già ripartite lasciando i due centri poichè dirette oltre confine.
L’ arrivo di famiglie con bambini da Siria e Iraq e dai campi profughi di Grecia e Turchia era un fenomeno che si era arrestato, almeno nei grandi numeri, un anno e mezzo fa. È riniziato in questo mese, intensificandosi in questi ultimi giorni, ponendo Comune e Terzo settore di fronte alla necessità di organizzare, nuovamente, accoglienza e aiuto per queste persone, che non chiedono nulla, ma in reltà hanno bisogno di soccorso, data la numerosa presenza di donne e bambini e le condizioni in cui arrivano, forse accompagnate da trafficanti, a Milano.

Comune di Milano e Fondazione Progetto Arca hanno attivato da alcuni giorni un hub mobile notturno per agganciare coloro che durante la giornata non sono andate al Centro Aiuto Stazione Centrale, aperto fino alle ore 20, a cui possono rivolgersi le persone senza fissa dimora e senza un posto per la notte, anche perché prive dei titoli per stare in un centro per richiedenti asilo. L’hub mobile è poi in funzione per intercettare chi arriva in Stazione dopo le 20, in special modo famiglie come accaduto negli ultimi giorni.

“Siamo di fronte a un fenomeno che da tempo si era arrestato – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorinoe che ci rimette nelle condizioni di dover soccorrere, anche a tarda notte, famiglie con bambini, giunte senza controllo e con parecchie difficoltà a Milano, in Stazione Centrale. Un fenomeno che stiamo affrontando collocando tutte le famiglie con bambini in punti d’accoglienza transitoria. Si tratta infatti di persone che il giorno successivo riprendono il loro viaggio. Abbiamo inoltre segnalato il fenomeno e Prefettura e Questura, affinché verifichino quali misure mettere in campo sapendo che la ripresa di flussi di transitanti, ancorché in piccoli numeri, sembra smentire quanto immaginato dal Ministero dell’Intero nelle scorse settimane, circa l’efficacia di tutti i meccanismi di identificazione. Inoltre – aggiunge l’assessore Majorino – stiamo monitorando l’area della Stazione e presenteremo alle autorità competenti informazioni volte a stroncare qualsiasi tentativo di organizzare sul nostro territorio forme illegali di tratta di esseri umani. Dai colloqui fatti – conclude l’assessore alle Politiche sociali – ci risulta evidente che tutte le famiglie coinvolte in questi giorni dagli arrivi siano state accolte in Cas a Roma e da essi siano uscite. Chiediamo alle istituzioni romane di vigilare affinché la gestione dei centri non si scarichi sulle altre città”.

 

 

( 1 luglio 2017)





 

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