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Amenofi II a Milano, il nostro inviato Emilio Campanella racconta la splendida esposizione

di Emilio Campanella, #Arte twitter@gaiaitaliacom #emiliocampanella

 

 

Per un appassionato di Egittologia, una mostra su un faraone poco noto al grande pubblico, come Amenofi II, risultava una tentazione, fin dalla notizia dell’apertura al pubblico, dell’esposizione, il 13 settembre scorso. Siccome si potrà visitare solo sino al 7 gennaio, 2018, essendo arrivati quasi a fine novembre, era tempo che mi decidessi a rendere omaggio al grande sovrano e visitassi: Egitto, La straordinaria scoperta del Faraone Amenofi II. Il termine del sottotitolo si può intendere in duplice maniera, anche perché la mostra ruota intorno alla scoperta della tomba del Re, da parte di Victor Loret, il 9 marzo 1898, e come si diceva prima, una scoperta per il grande pubblico. Il MUDEC di Milano, ospita dunque, nel suo scatolone rutilante di proposte varie e di varia qualità ( in questo periodo anche: Klimt experience ed: Eravamo Cacciatori di teste ), qualcosa di imperdibile per gli amatori dell’Egitto antico.

Partiamo ordinatamente dal titolo dell’esposizione che presenta una lezione antica e discutibile della grafia translitterata del nome del sovrano, scelta per tradizione, d’altronde, anche dalla grande mostra parigina di Grand Palais del 1993 (dopo Cleveland e Fort Worth) che era intitolata ad Amenophis III (predecessore di Amenofi IV, Akhenaton, il faraone eretico riformatore ), il quale venne dopo il nostro, ovviamente, anche se fra di loro vi fu Tuthmosis IV, nella lista dei faraoni della XVIII dinastia.

Il nome corretto sarebbe: Amenhotep, più o meno: Prediletto di Amon, ma noi approviamo Amenofi cui siamo legati dalle prime letture quasi infantili, di egittologia. L’Università di Milano ha acquisito l’importante archivio di Victor Loret, e ciò motiva questa mostra a Milano, città che ospita già una preziosa collezione egittologica al Castello Sforzesco. Il percorso espositivo si mantiene intelligentemente fra divulgazione ed erudizione, fra giocattoli di lusso, come la ricostruzione 1:1 della tomba del faraone, peraltro pregevole e scientificamente precisa, che se espone la sagoma del sarcofago nel luogo del ritrovamento, presenta un magnifico modello di barca funeraria, facente parte di una vera e propria flotta, originale e proveniente, come diversi altri reperti di grande bellezza ed importanza, prestiti rarissimi, dal Museo Egizio del Cairo. Gli altri pezzi provengono da Firenze, Museo Egizio; Leida, Rijksmuseum van Oudheden; Milano, Civiche Raccolte d’Arte Applicata, Castello Sforzesco; Milano, Civico Museo Archeologico, Castello Sforzesco; Milano, Università degli Studi; Vienna, Kunsthistoriches Museum.

Naturalmente il discorso intorno ad Amenofi II è motivo per proporre sezioni che riguardano i vari aspetti della vita egiziana durante il Nuovo Regno. Per i più giovani il cammino è accompagnato da un personaggio di grande successo nella letteratura per ragazzi come Geronimo Stilton. Se bisogna fare un appunto all’allestimento, peraltro accurato e coerente e come illuminazione, disposizione dei reperti e coerenza nel susseguirsi delle sale, è quello delle didascalie delle opere e degli oggetti esposti, che sono praticamente illeggibili. Questa osservazione a parte, si apprezza particolarmente l’attenta integrazione fra riproduzioni fotografiche e reperti. Emozionante il susseguirsi delle sale riguardanti Loret, i suoi taccuini, i suoi disegni, il suo occhio da naturalista archeologo e l’attenzione agli animali antichi rappresentati. Fra l’altro, non tutti sanno che scoperse il secondo “rifugio” di mummie reali dopo quello di Deir el Bahari, aiutando a completare certi alberi genealogici regali, e portando alla conoscenza diretta di re e regine le cui tombe erano state ritrovate già violate nell’antichità. Da ultimo il sepolcro di Amenofi II con il suo importante corredo funerario, in una delle cui stanze erano composte le quindici mummie reali.

Un elogio alla pubblicazione/catalogo edita da 24 Ore Cultura per l’agile, esauriente, appassionante trattazione delle materie esposte nei saggi contenuti e per l’accurata riproduzione fotografica di reperti e documenti, oltre ad ampie documentazioni riguardanti l’allestimento della stessa mostra, cosa particolarmente lodevole e non frequente.

 




(29 novembre 2017)

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