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Milano, Palazzo Reale a ottobre ospiterà Carlo Carrà

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di Redazione #Milano twitter@gaiaitaliacomlo #mostre

 

 

 

Dal 4 ottobre al 3 febbraio 2019 Palazzo Reale ospiterà una mostra di Carlo Carrà.

A trentanni dall’ultima esposizione a lui dedicata, milano omaggia l’artista partendo dal periodo divisionista fino ai capolavori del Futurismo e della Metafisica, dai dipinti ascrivibili ai cosiddetti “valori plastici”, fino ai paesaggi e alle nature morte, senza trascurare le originali composizioni degli anni Trenta, per ripercorrere  tutta la carriera del grande artista milanese.

Carrà inizia giovanissimo come decoratore.

Agli inizi del Novecento  si iscrive all’Accademia di Brera a Milano, studiando con Cesare Tallone. Le opere di questo periodo rivelano l’influenza dei divisionisti come Segantini e Previati, combinato con la tradizione del Naturalismo lombardo del diciannovesimo secolo.

Conosce Marinetti e il Futurismo rimanendo affascinato dal pensiero sovversivo e ribelle.

Diventa Futurista, nel conferire movimento alle figure, nella scelta dei colori, plastico nello sviluppare forme e volumi.

La svolta metafisica si ha nel 1917 quando conosce Giorgio De Chirico e Filippo De Pisis con i quali definisce i principi teorici della Metafisica.

Ancora acerbo nello stile,  le sue opere si rifanno allo stile di De Chirico, grazie alle quali raggiunge ben presto una propria individualità artistica, divenendo uno dei più originali e noti maestri dell’Italia del tempo.

Carrà crea uno stile personale, creando un universo pittorico che parla la sua lingua, atmosfere sospese, senza tempo, senza corpo, fluttuanti nei soggetti e nella personalità, ma con un carattere definito.

Nell’ispirazione alla natura trapela la sua radicata tradizione ottocentesca, alimentata però da una profonda malinconia, solitudine che riversa nella condizione umana.

In questa fase vi è in Carrà la necessità di eliminare il particolare descrittivo per esprimere il senso del mistero anche nella quotidianità, con la sospensione dell’attimo in cui qualcosa avverrà.

Carrà è italiano ma anche europeo, ha partecipato a tutte le correnti avanguardistiche del Novecento lasciandosi affascinare e scrivendo di ogni corrente pagine importanti, vivendo artisticamente in prima persona ogni mutamento.

 




 

 

 

(20 luglio 2018)

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