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Quelli che odiavano i cinesi, pestavano i cinesi, volevano chiudere i negozi dei cinesi ora sono curati da medici cinesi

di Daniele Santi #Lopinione twitter@milanonewsgaia #Coronavirus

 

C’era un tempo non lontano in cui gli Italiani da stadio, li chiameremo così, dietro l’impulso inconsapevole del Tribuno Orribile i cui elettori stanno fuggendo ammaliati dalla Bionda Sirena, avevano deciso che era il momento di odiare i cinesi e si erano dati da fare, da bravi maschiacci tutti azione e reazione – e pochissimo pensiero – per mettere in pratica il loro turpe pensiero. Assalti, pestaggi, vetrine infranti, nella miglior tradizione nazifascista condita di anti-sinologia, chè tocca pur sessere moderni, pur nella agghiacciante medievalità della mancanza di ragionamento.

Questi puerili imbecilli, l’essere puerili ed imbecilli costituisce un fatto, non un’offesa, avevano poi dato la stura sui social all’odio verso i cinesi, novelli untori del Coronavirus – perché è noto che i virus si portano in giro in carriola e si scaricano davanti alla porta di casa di chi si vuole contagiare – ed erano riusciti nel sacrilego florilegio di insultare lo scibile umano prendendosela con un popolo dalla cultura antichissima, profondissima, estremamente pragmatica, che del lavoro e dell’orgoglio per il lavoro ha fatto azione di crescita per il benessere di tutti.

Cosa che questa banda di cialtroni filoleghisti e neofascisti non possono fare, non conoscendo nemmeno il significato della parola lavoro.

Sotto la nostra redazione c’è un bar gestito da cinesi, attualmente chiuso, i cui gestori avevano però deciso di chiudere – vista l’aria che tirava – già dal 20 di febbraio, proprio a causa delle scorribande indecenti di questi sciacalli che vivono a litri di ignoranza e cattiveria; stessa cosa aveva fatto il bar sotto casa di una delle nostre collaboratrici chiuso da almeno due settimane prima che la situazione diventasse improvvisamente seria agli occhi di tutti.
Anche dei ciechi (si leggano Saramago, questi cialtroni. E’ facile: le parole sono i segni neri sulla pagina bianca e si leggono da sinistra a destra)

Poi successe che la questione Coronavirus divenne una roba serissima ed un’intera nazione, sessanta milioni di Italiani, venne quarantenata. Per un bastardo scherzo del destino sessanta milioni è lo stesso numero di abitanti della zona quarantenata dai Cinesi, che non ci sono andati tanto per il sottile. La salute pubblica andava tutelata. I gorilla inadeguati i cui patetici cervelli li spingono soltanto a compiere le funzioni primarie, non avendo mezzi per andare oltre, si lamentavano sui social dei metodi poco ortodossi praticati dai Cinesi, perché quando la violenza la praticano gli altri è un crimine, quando la pratichi tu – che voti Salvini e insulti gli avversari allo stadio – è un diritto.

La quarantena, si sa, è dura. Si sta in casa e se non si sa che cazzo fare. Diventa un incubo. In alcuni casi permette addirittura di migliorarsi, ritrovare armonia famigliare, leggere, scrivere, giocare a carte, fare giochi di società, telefonare agli amici scoprendo anche perché i tanto odiati immigrati danno tanta importanza al telefonino. Ci si può addirittura mettere davanti al computer per imparare una lingua straniera invece di perpetrare quella Italiana. Ogni colpo di tosse può essere un incubo e la paura mangia l’anima – una verità assoluta, oltre ad uno straordinario film di Fassbinder.

Poi, improvvisa, la notizia. I poveracci di cui al titolo, dopo avere odiato e desiderato la morte della comunità cinese, evitato di andare nei loro negozi, rinunciato alla loro straordinaria cucina, pestato i gialli, distrutto le vetrine dei loro spacci, scoprono che quel Grande Paese invia una trentina di tonnellate di materiale sanitario, una decina di medici e puta caso che qualcuno non finisca in ospedale e gli tocchi di essere curato da un cinese

Che fare ora che persino il buon Di Maio ex leader del partito che ha dato la stura all’odio per il gusto dell’odio è costretto a chiamarli “Amici Cinesi” e che il Governatore Toti li va a salutare all’aeroporto al momento del loro arrivo?

Non si fanno un po’ pena, questi cialtroni rincitrulliti dalla propaganda? Non si vergognano un po’ di loro stessi?

 

 

(14 marzo 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 

 




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