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“Festival Mix Milano” 2020: sette sold out al Piccolo Teatro  e successo di pubblico online, chiuso il 34° festival LGBTQ+ più seguito d’Italia. Tutti i premi

di P.M.M. #MixFestival twitter@milanonewsgaia LGBTI

 

Con sette sold out su nove proiezioni al Piccolo Teatro di Milano, si è chiusa con successo la 34esima edizione del Festival Mix Milano di Cinema Gaylesbico e Queer Culture, la prima in versione “ibrida”, in presenza e in streaming, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza vigenti. La serata finale di domenica 20 settembre ha visto sul palco del Piccolo Teatro Melato le tre giurie tecniche, formate da esperti e critici di cinema, premiare Tremors di Jayro Bustamante come Miglior Lungometraggio e Welcome to Chechnya di David France come Miglior Documentario, e il live esplosivo dei Booda chiudere il festival, che per la prima volta è stato accessibile da tutto il territorio nazionale.

In apertura, il videomessaggio del deputato Alessandro Zan, relatore della legge contro l’omotransfobia e la misogina, che sottolineando come il festival sia un importante presidio culturale dove parlare anche di diritti, ha lanciato un appello: “Una legge così importante per il nostro Paese non può essere lasciata al solo lavoro del Parlamento, ma deve partire dalla mobilitazione di tutti i cittadini e le cittadine” e ancora “Vi chiedo di esser con noi in questa battaglia per una legge che l’Italia aspetta da troppo tempo perché non è accettabile che delle persone siano oggetto di violenza, di discriminazione, di bullismo per ciò che sono o per chi amano.”

Un messaggio in linea con il claim di quest’anno, Love Together, che ha marcato un’edizione particolarmente attenta alle tematiche sociali riguardanti l’impegno civile, la difesa dei diritti e delle diversità, l’ecologia, le migrazioni, riflesse nei 48 titoli in gara provenienti da tutto il mondo, e nei numerosi incontri, ospiti ed eventi speciali, tra cui la consegna del Premio More Love a Gino Strada e il conferimento dei titoli di Queen of Comedy a Paola Cortellesi e di Queen of Music a M¥SS KETA.

Tra gli altri riconoscimenti, The Conrads di Teryl Brouillette vince come Miglior Cortometraggio e And Then We Danced di Levan Akin si aggiudica il Premio del Pubblicoattraverso l’APP ufficiale del Festival “Festival Mix Milano”.

Di seguito tutti i film vincitori con le motivazioni.

 

Concorso Lungometraggi

La Giuria del 34° Festival MIX Milano – Concorso Lungometraggi, presieduta da Emanuela Martini (critica ed ex direttrice del Torino Film Festival), e composta Paola Jacobbi (giornalista), Wieland Speck (consulente per la Berlinale e fondatore dei Teddy Awards), Pau Guillén(responsabile programmazione del festival Zinegoak di Bilbao) e Cristian Ceresoli (regista e sceneggiatore), assegna i premi:

 

Miglior Lungometraggio a:

Temblores di Jayro Bustamante

Con la seguente motivazione: Per la forza con cui descrive un universo nel quale la differenza non è tollerata, ma dove tutte le componenti sociali, religiose e politiche si attivano non solo per combatterla ma soprattutto per farla rientrare nella norma, e per la denuncia in particolare verso l’atteggiamento omofobo delle nuove chiese evangeliste. Il tutto raccontato con uno stile di grande complessità drammaturgica e attraverso una sceneggiatura articolata e impeccabile.

Menzione speciale a:

La Leyenda Negra di Patricia Vidal Delgado

Con la seguente motivazione: Per il tono attuale con cui descrive la società multietnica americana contemporanea e sottolinea il paradosso della costruzione di qualsiasi muro; per l’originalità e la rabbia dei personaggi che son tutt’altro che perdenti; e per l’autentico e commovente sguardo indipendente.

Concorso Documentari

La Giuria del 34° Festival MIX Milano – Concorso Documentari, composta da Laura Zagordi(ex direttrice della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti), Stefania Casini (attrice, giornalista e sceneggiatrice), Jannik Splidsboel (regista e sceneggiatore tra i programmatori all’ultimo Biografilm Festival), Ilaria De Pascalis (professoressa associata del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università di Roma Tre), e Stefano Paolo Giussani (giornalista, scrittore, blogger e autore di documentari), assegna i premi:

Miglior Documentario a:

Welcome to Chechnya di David France

Con la seguente motivazione: Un film importante, pieno di paura, di coraggio, di vita ed amore. Documenta con lucidità la feroce persecuzione degli omosessuali in Cecenia riuscendo a parlare a tutti noi dell’importanza della parola “Libertà” (con la elle maiuscola) . Welcome to Chechnya ha una struttura elaborata, di alta qualità cinematografica ed è l’esempio della necessità di documentare con il cinema. Un film che racconta la solitudine ma anche l’amore della comunità e che porta a farci delle domande sulle possibili Cecenie in Italia e nel mondo.

Menzione speciale a:

Libertà di Savino Carbone

Con la seguente motivazione: La doppia discriminazione, legata all’immigrazione clandestina e alla omosessualità,  è un problema estremamente attuale e ancora poco conosciuto. Speriamo che questo film possa contribuire al dibattito pubblico e incoraggiare l’impegno di tutti e dell’intera “comunità”.

Concorso Cortometraggi

La Giuria del 34° Festival MIX Milano – Concorso Cortometraggi, composta da giovan* rappresentanti il variegato spettro della comunità LGBTQ+, assegna i premi:

Miglior Cortometraggio a:

The Conrads di Teryl Brouillette

Con la seguente motivazione: La nostra società impone che in una coppia ci siano delle tappe fondamentali per sentirsi normali. Fidanzamento, convivenza, matrimonio e figli. Tutto deve accadere secondo un calendario rigido e prestabilito. Il corto vincitore ci ha fatto riflettere sul fatto che non per tutti, non per forza, sia così. Che una persona nella coppia voglia seguire questo percorso non significa che anche l’altra sia d’accordo. A volte, per un problema di comunicazione, per evitare gli scontri si finisce per aderire a un progetto di vita dell’altra persona e alla fine ci si sacrifica e ci si ritrova inghiottiti , imprigionati in una realtà che ci soffoca, dove l’unico gesto per liberarsi è un gesto estremo.

Menzione speciale a:

Unconditional Love di Rafał Łysak

Con la seguente motivazione: Quello del regista è un messaggio comune e universale che può adattarsi non solo a un parente ma anche a un amico o a un compagno. La paura di ferire le persone che amiamo mostrando noi stessi. E così vediamo questa donna, vecchia e malata soffrire all’inizio per l’orientamento sessuale del proprio nipote ma poi dolore e amore si fondono, ci prendono allo stomaco, al cuore e questo ci riempie di speranza.

 

 

(21 settembre 2020)

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