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Matteo Salvini dopo il referendum “Basta liste bloccate!”, poi cambia idea e dice “Votare col Rosatellum” (che ha le liste bloccate)

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di Daniele Santi #Maiconsalvini twitter@milanonewsgaia #Rosatellum

 

Subito dopo la vittoria del “Sì” al referendum e il tonfo elettorale della Lega alle ultime regionali, Matteo Salvini aveva invocato l’uscita dal malcostume delle “Liste Bloccate”. “Basta! alle liste bloccate”, aveva detto conversando con un quotidiano amico [sic] come Il Fatto Quotidiano aggiungendo anche, perché l’uomo è prudente nelle affermazioni per cultura, “se mi portano una legge elettorale come quella delle Regioni, che la sera del voto ti dice chi ha vinto e ci sono le preferenze a livello provinciale, io la voto in tre secondi”. Oggi però ha già cambiato idea.

La nuova versione della realtà di Salvini dice infatti che “si può anche andare a votare con questa legge elettorale, basta ridisegnare i collegi perché ci saranno meno senatori e deputati”. E’ sempre Il Fatto Quotidiano a sottolineare l’ennesima giravolta salviniana, che arriva dopo la ventilata uscita della Lega dal gruppo dei sovranisti a Bruxelles subito smentita.

Il quotidiano di Travaglio si scandalizza dell’ennesima giravolta di Salvini e c’è da augurarsi che faccia lo stesso con quelle di Di Maio, ma non si può chiedere l’impossibile. Tuttavia, anche da non grillini, è molto difficile non essere d’accordo con il M5S che dice che vuole reintrodurre le preferenze, soprattutto dopo l’ennesimo cambio di rotta del numero uno della Lega. Del resto, diciamocelo, dove si può mai andare con questa classe politica cialtronesca che tutto ciò che fa è cambiare linea ogni 24 ore per fare in modo che tutto rimanga com’è, mentre grida che tutto deve cambiare?

Non c’è granché da fidarsi dei partiti di questo paese, soprattutto quando sono tutti d’accordo su un punto: è quello il momento in cui nulla si muoverà. Così che anche se dopo la vittoria del Sì al referendum, tutti i partiti sembravano d’accordo sulla reintroduzione delle preferenze, almeno a parole, Salvini ha dato il la e ora basterà aspettare per vedere chi davvero vuole mettere le chiappe in vendita per restituire potere all’elettorato nella scelta degli eletti facendogli sapere chi voterà.

Dunque, per concludere, come fidarsi di una classe politica che, mentre l’elettorato dimostra ad ogni elezione regionale e comunale di preferire il maggioritario sai cosa voti continua a restare ancorato alla dimensione proporzionale che, nonostante le dichiarazioni del ministro Di Maio, garantisce solo le poltrone di coloro che sono già in Parlamento senza garantire la governabilità?

Purtroppo ci sarà di peggio delle giravolte di Salvini. Per arrivare a queste riforme volute dal “Sì” al referendum si scanneranno. A danno dell’Italia. tanto varrebbe votare una nuova assemblea costituente. Quella sì col proporzionale.

 

(28 settembre 2020)

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