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HomenotizieGiornata della Memoria. Gli 835 dell'Università degli Studi di Milano

Giornata della Memoria. Gli 835 dell’Università degli Studi di Milano

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di Luca Venneri (Unilab La Students’ Union dell’Unimi)

Vi presentiamo un documento della nostra Università di Milano. È il documento in cui l’allora Rettore comunicava il numero di professori e dipendenti ebrei. Era il 1938 e per effetto delle leggi razziali si provvedeva prima al censimento del personale ebreo e poi l’allontanamento.

Oggi ripercorriamo per mezzo di questo documento la storia che ha toccato la nostra università. In quella storia, in quel fatto, in quel documento ruvido stride il sopruso commesso, preludio dei tanti fatti che portarono alla persecuzione prima e allo sterminio poi.
Oggi ripercorriamo per mezzo di questo documento la storia del censimento del 1938 che identifica in Italia più di 47.000 ebrei. 7.579 è il numero degli ebrei identificati e arrestati, di questi 6.806 verranno deportati. Solo 837 faranno ritorno dai campi di concentramento.
Troppe volte ci approcciamo alla memoria come fosse un magazzino. Un contenitore da cui estraiamo questo o quello secondo necessità. All’università la memoria ci serve per ricordare un fatto, un concetto, una tesi sulla quale veniamo misurati e sulla quale si misura un sapere, una conoscenza. La memoria, tuttavia, non può ridursi a un magazzino. La memoria è la capacità di usare quello che abbiamo messo da parte perché non vada perduto, sepolto definitivamente nell’incessante procedere della nostra storia persona, ma, più in generale, della storia nazionale e globale. In tal senso la memoria è facoltà operante, non un mero elenco di vicende. Siamo tutti coinvolti nel solco della storia e, non possiamo pensare, che sia una mera successione di fatti, come se fossimo attori passivi o, ancora più gravemente spettatori.

Facciamoci toccare dalla storia e dalle storie. Avvertiamo la necessità di, parafrasando Primo Levi, meditare che questo è stato.

 

(27 gennaio 2021)

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