“Il Fiore del mio Genet”, a Milano dal 18 al 20 marzo

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di Redazione Spettacoli

Dal 18 al 20 marzo torna a Milano, Il fiore del mio Genet, al Teatro Linguaggicreativi. Un ricordo, un omaggio, una riflessione sulla poetica e sul mondo melmoso e puro di Jean Genet. Il Teatro delle Bambole torna a immergersi, a proprio modo, nel mondo dello scrittore, poeta e drammaturgo francese, personalità insolita e ineguagliabile, che fonde nei suoi scritti il registro alto con il linguaggio dei bassifondi.

Un lavoro suggestivo e tanto più attuale oggi, già presentato con successo nel 2018, perché stare con Genet, significa stare dalla parte di chi non è stato ascoltato, di chi ha avuto la maledizione di un destino duro fin dalla nascita, perduto da un “passaggio” ad un altro, da un genitore ad un altro… Perduto, sì, in una eco infinita di pensieri che nessuno vuole condividere.

Dal non-luogo il poeta è passato e ha lasciato una traccia: due ladri. Due che, come lui, hanno imparato a vendere sé stessi e a rubare, a pregare e a uccidere, a fuggire e a restare.  Il poeta è stato troppo poco tempo, forse, con loro, è stato graziato ed è andato via. Hanno imparato il verso della poesia, hanno imparato a dirle, le poesie.  Non aspettano il suo ritorno, sanno che non tornerà, sanno che dovranno cercarlo se mai, anche loro, lasciando quella piccola casa colma di ricordi indigesti, dimenticandosi del loro patto e della reciproca assenza. Si muovono nelle dimensioni della sacralità e del ladrocinio, della mendicità e della santificazione. Due figure iconoclastiche, ora regali uccelli conquistatori, ora marinai che raccontano, ora feroci assassini, ora venditori di corpi.

Lo spettacolo è parte di un progetto articolato in tre momenti: nei giorni dello spettacolo sarà allestita la mostra fotografica di Andrea Cramarossa “Senza Morale” che indaga il dialogo tra la luce e il buio, quell’estetica del furto tanto cara a Jean Genet.

Mentre il 20, dopo la replica, verrà presentato  L’Edera – Per un’etica rampicante nello spettacolo (Edizioni Corsare), alla presenza di tre degli otto autori, membri del collettivo Itaca Etica Andrea Cramarossa, Simone Faloppa e Federico Gobbi. Modera l’incontro il collega Diego Vincenti.

Alla ricerca di un’etica o meglio di una deontologia del teatro gli autori hanno riunito riflessioni a ruota libera, aforismi, appunto, ma anche “esercizi”, vignette, dialoghi, grafismi di sapore futurista, sul filo di un’ironia che non potrebbe essere più “seria”, alla ricerca di una categoria che sembra avere perso se stessa.

Teatro delle Bambole nasce a Bari nel 2003 con la provocazione (in) formale di dare spazio alle voci dell’Arte attraverso lo studio e lo sviluppo di un Nuovo Metodo di Approccio all’Arte Drammatica. Inizialmente come Manifesto Culturale, Teatro delle Bambole si ispira al lavoro sul suono di Gisela Rhomert (Metodo del Lichtenberger® Institut für angewandte Stimmphysiologie) e al Teatro delle Orge dell’artista austriaco Hermann Nitsch, uno dei massimi esponenti del Wiener Aktionismus (Azionismo viennese). Il fondatore e ideatore è l’attore e regista Andrea Cramarossa che, dopo sette anni di intensi studi personali nell’ambito soprattutto della ricerca vocale, del suono e della voce applicata al canto e al parlato (sul rapporto tra suono e corpo, voce e persona, musica e personaggio), teorizza in via sperimentale un approccio all’arte drammatica mediante l’uso e la conoscenza del suono. Info: www.teatrodellebambole.it.

 

TEATRO LINGUAGGICREATIVI Milano
dal 18 al 20 marzo 2022
IL FIORE DEL MIO GENET

Spettacolo itinerante tra i bassifondi dell’anima

 

 

(12 marzo 2022)

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