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Gianluca Savoini, il leghista filo-Putin scaricato dal Pirellone che ne vota le dimissioni dal Corecom. Tempi duri per Salvini

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di Daniele Santi

Il Pirellone, a governo destra+destre con leggerissimo accenno di centro, giusto per nominare Berlusconi, ha fatto fuori Gianluca Savoini, discusso leghista salviniano filo-Putin pare anche nelle grazie di Kyril, supremo patriarca di tutte le russie, e con voto segreto lo ha buttato fuori dal Corecom.

La mossa non piacerà a Salvini, segretario sempre più sulla graticola che comincia a sentire puzza d’arrosto perché nel voto potrebbe esserci persino lo zampino di sette franchi tiratori a guida Meloni, da Fratelli d’Italia con coltelli d’Italia, essendo – scrive il Corriere – “Savoini l’uomo di Matteo Salvini per i rapporti con il Cremlino”. La motivazione è lapidaria e ucciderebbe un bufalo: “Ammira un regime nemico della libertà di stampa”. Raus! 

E’ così passata la mozione presentata dal consigliere regionale di +Europa/Radicali Michele Usuelli e firmata anche dagli altri gruppi dell’opposizione di centrosinistra al Pirellone nonostante i capigruppo di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia (Roberto Anelli, Franco Lucente e Gianluca Comazzi), avessero definito la richiesta strumentale per poi votare contro, certo: col voto segreto. E così, continua il Corriere, Gianluca Savoini finito nello scandalo delle intercettazioni all’hotel Metropol di Mosca, giornalista dal passato neonazista, presidente dell’associazione Lombardia-Russia e componente del Corecom dall’11 settembre 2018, è stato fucilato da sette franchi tiratori che non hanno fatto arrivare i loro voti. E’ lo stesso Savoini che Matteo Salvini non sa perché Savoini era seduto al suo stesso tavolo in Russia (e nemmeno come mai fosse alla sua stessa festa in Russia); è lo stesso che Salvini non sapeva che D’Amico consigliere di Salvini aveva invitato Savoini alla cena di Putin? O forse non è lo stesso Savoini di quei milioni presunti e quell’associazione Italia-Russa il cui presidente è uomo di un oligarca filo-Putin che non uò più entrare in territorio Schengen, i cui beni in Europa sono stati tutti congelati e che da cinque anni non può entrare in Europa, un fedelissimo del patriarca ortodosso e del tiranno invasore?

Era il 2019 quando scoppiava una notizia-bomba che avremmo voluto considerare una bufala, perché se la notizia bomba fosse stata vera, saremmo stati di fronte ad un disegno molto più inquietante di quanto potessimo eventualmente temere. Era il sito BuzzFeed.com a riportarla e a parlare di audio compromettenti che rivelerebbero accordi tra Putin e la Lega di Salvini per far arrivare denaro al partito dalla Russia. Il sito annunciava la notizia dalla pagina ufficiale twitter di Alberto Nardelli editore di BuzzFeed per l’Europa.

 


BuzzFeed trascriveva il dialogo. Che trovate qui (in inglese). Poi il 4 aprile la puntata di Report che non fa sconti a Salvini – che non risponde a nessuna domanda e parla di alcune querele, e poi di quattordici querele e poi di trentacinque querele. A forza di dare i numeri poi succede di contare i voti che ti impallinano. Savoini è stato giustiziato dal plotone d’esecuzione del Pirellone. A Salvini non piacerà: perché queste sono prove di regicidio. Che magari serviranno pure a fare decidere a questa Lega che ormai non si sa più da che parte guardare, in caduta libera persino nei sondaggi, se vuole il bene dell’Italia  se la vuole parte di un’altra Europa che sicuramente non sta dentro la stragrande maggioranza delle teste italiane.

 

(5 aprile 2022)

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