Irresponsabilità economica e l’Alta Velocità da Brescia a Verona

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di Massimo Mastruzzo*

L’irresponsabilità con cui si continuano a spendere facilmente enormi quantità di soldi pubblici (soldi dei contribuenti) si può facilmente osservare analizzando il progetto di Alta Velocità da Brescia a Verona, progetto nel Bresciano, che al pari dell’altrettanto discutibile progetto del depuratore del Garda, sono sponsorizzati dalla presidente della comunità del Garda, nonché ex ministra, Mariastella Gelmini, che passata da Forza Italia al terzo polo del duo Renzi-Calenda, si presenterà per il Senato, nei collegi lombardi P02 e P03, che corrispondono a Milano e Brescia, dietro al capolista Matteo Renzi.

Due progetti palesemente incuranti della spending review (ai cittadini intanto si chiede parsimonia), di eventuali alternative e dell’eventuale danno ambientale.

Per il progetto di Alta Velocità da Brescia a Verona, progetto approvato – che però è stato bocciato dall’analisi costi-benefici del Politecnico di Milano – nessuno ha voluto prendere in considerazione le tante  proposte, comprese quelle dei gruppi  ambientalisti, di un tracciato che passando vicino alla linea storica, oltre ad un risparmio di costi, di suolo e di tempi realizzativi, avrebbe incrociato le stazioni del Garda. Ma perché vincere facile quando si possono affondare, ulteriormente, le mani nelle tasche dei contribuenti, dopotutto ormai gli italiani sono stati convinti che sprechi avvengono solo altrove, e così la Gelmini, diverse istituzioni e associazioni locali e Confindustria, hanno ottenuto un ulteriore stanziamento da parte del CIPESS di 35 milioni di euro per la progettazione e l’inizio dei cantieri per una nuova stazione. Una fermata nel basso Garda: a una decina di km a sud di Peschiera e di Desenzano, che a detta di luminari nell’uso dei fondi pubblici, darebbe impulso al turismo, all’enogastronomia, al commercio e all’artigianato.

Certo sarebbe bastato accorgersi prima dei suggerimenti che soddisfacendo questa necessità (linea storica avrebbe incrociato le stazioni del Garda) avrebbe anche evitato spreco di denaro pubblico con un evidente minor impatto ambientale, ma si sa ci sono sprechi e sprechi e quelli da non fare sono sempre altrove. E si sarebbe magari valutato anche che fare una stazione, a metà strada tra quelle già esistenti di Brescia e Verona distanti tra loro poche decine di chilometri, rende di fatto inapplicabile il concetto stesso di Alta Velocità. Una stazione TAV a meno di 30 km da altre stazioni è un gigantesco controsenso tecnico, oltre che un enorme spreco di denaro pubblico.

Dietro a questo dubbio progetto però c’è dell’altro, c’è di peggio, ci sono le, economicamente potenti, organizzazioni di categoria che condizionano la politica regionale e provinciale in un territorio dove il binomio politico-economico non sono anche garanzia di legalità e dove in realtà si nascondono enormi interessi speculativi.

*Segreteria nazionale del M24A-ET
Movimento per l’Equità Territoriale

 

 

(4 settembre 2022)

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