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Il sonno della ragione genera sperequazione

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di Massimo Mastruzzo*


Giorgia Meloni: “Non credo alle sperequazioni tra Nord e Sud, stiamo lavorando bene sui Lep…”

Ho sentito in diretta questa castroneria, Meloni mente sapendo di mentire. I parlamentari meridionali tradiscono sapendo di tradire. Alla classe dirigente e politica del Sud (ci sarà?) probabilmente sfugge il concetto di essere stati delegati dagli elettori con il fine di rappresentare il proprio territorio.

Delegare il potere a una persona vuol dire che questi dovrà agire come se fosse l’attore delle scelte di cui la totalità degli individui è autrice. In altri termini, il rappresentante è una persona artificiale che agisce nel nome della collettività come unico interprete legittimo della volontà generale: le scelte che egli farà saranno scelte fatte in nome di tutti quelli che l’hanno delegato a farle.

Ho fatto questa premessa, che nella realtà è più vicino a un concetto filosofico che realmente applicato, perché anche al meno onorevole dei parlamentari del Sud e al più distratto elettore di quest’ultimo non può essere sfuggito l’inciampo della presidente Meloni nella conferenza stampa di inizio anno in merito all’autonomia differenziata: ”Non credo alle sperequazioni tra Nord e Sud, stiamo lavorando bene sui Lep, un lavoro che nessuno ha mai fatto. Questo è un volano per il Mezzogiorno, perché responsabilizza la classe politica e istituzionale e fa andare avanti i più bravi”.

Con queste parole Meloni ha ufficializzato l’autonomia differenziata che spaccherà la nazione.

CALDEROLI, ZAIA, FONTANA

Immediatamente, non a caso, è partita la ola di dirigenti e presidenti di regione della Lega (ma non solo, vedi Bonaccini, Pd). Roberto Calderoli, ministro degli affari regionali e le autonomie (di per sé già massima sintesi di antitesi e ossimoro) non ha tardato ha dichiarare: ”Bene ha fatto il presidente Meloni a rimarcare che l’autonomia non toglie nulla a nessuno. Avanti con l’autonomia, che tra meno di due settimane, dal 16 gennaio, sarà in aula al senato”. Anche il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, si è complimentato delle dichiarazione in conferenza stampa di Giorgia Meloni, sottolineando: “Avanti, dunque, nel solco tracciato dal ministro Roberto Calderoli per raggiungere prima possibile questo obiettivo fortemente voluto dai lombardi”.

Non poteva mancare il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, che ha prontamente dichiarato: “Ringrazio la presidente Meloni per il riferimento chiaro, diretto, inequivocabile all’autonomia”.

Aspettando le dichiarazioni dei parlamentari del Sud, che nell’aula del senato saranno chiamati a rispondere delle loro azioni, mi preme ricordare agli elettori un antico proverbio: Chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

A fronte, mediamente, di una sopraggiunta pari condizione sociale tra le classi sociali medie della UE, e dalle già smentite teorie lombrosiane sulla “diversità” del Meridione frutto dell’inferiorità antropologica, la condizione attuale del Mezzogiorno d’Italia (Sud dell’Europa) dimostra che il vero ostacolo alla risoluzione della questione meridionale sta nella politica nazionale che ripete a loop il concetto di colonialismo ( oggi esigenze nazionali) del nord verso il sud del paese così come pensato fin dalla prima fregatura che presero i liberali, anch’essi come Giustino Fortunato, in buona fede diventati successivamente semplicemente terroni. Ripetere oggi nelle urne gli stessi errori è ingiustificabile, anche in bambino impara alla prima scottatura l’opportunità di non rimettere il dito sul fuoco.

Oggi il fuoco per i cittadini del Mezzogiorno è rappresentato dell’autonomia differenziata voluta, guarda caso, dalla politica nazionale.

 

(10 gennaio 2024)

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