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Daniela Santanchè indagata. Ipotesi di reato è quella di truffa aggravata ai danni dello Stato

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La procura di Milano ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (415 bis) nei confronti della ministra Daniela Santanchè e di altre quattro persone: due fisiche e due giuridiche. Lo scrive Il Sole 24 Ore. Le persone fisiche coinvolte sono il compagno della ministra Dimitri Kunz D’Asburgo e Paolo Giuseppe Concordia, responsabile delle tesorerie delle società del gruppo Visibilia. Le persone giuridiche sono le società Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria.

L’ipotesi di reato è quella di truffa aggravata ai danni dello Stato. Contestata alle due società la responsabilità amministrativa degli enti prevista dalla 231 del 2001.

La truffa si sarebbe consumata dal 2020 al 2022 e avrebbe avuto come vittima l’Inps in relazione a presunte irregolarità nella percezione di fondi per la Cassa integrazione in deroga Covid 19 per un totale di 13 dipendenti del gruppo editoriale: si tratta di 126.468 euro (per un totale di 20.117 ore) versati dall’ente pubblico nelle casse di due società che li avrebbero indebitamente percepiti.

Non è invece stato ancora notificato l’avviso di conclusione delle indagini dell’altro filone che coinvolge la senatrice Fdl, iniziato prima di questo sulla truffa all’Inps e consistente nella accusa di falso in bilancio di Visibilia: scrive il Corriere che la conclusione è possibile che arrivi la settimana prossima all’esito dell’esame del supplemento di perizia richiesto al professore dell’università Bocconi consulente dei pm. Il quotidiano di via Solferino spiega poi che “continuano ad avere una strada a parte le vicissitudini economiche delle società dell’ex galassia Santanchè o ancora nel suo raggio d’azione, per le quali la Procura nei mesi scorsi ha avviato una serie di procedimenti davanti al tribunale civile che però, per una ragione o per l’altra, non sono ancora arrivati a un punto di definizione”.

“Per accuse meno gravi di queste, ministri si sono dimessi in Italia e in Europa” ha tuonato Elly Schlein. “Torniamo a chiedere, quello che chiedevamo otto mesi fa, cioè che la presidente Meloni prenda atto di queste gravi accuse e chieda alla sua ministra di fare un passo indietro”.

Si attendono polemiche, difese ad oltranza, moltissimi e allora il PD insieme al solito serbatoio di vergognose stupidaggini che da sempre accompagnano il giustificare ogni indagine sulla casta di Governo, dal 1994 in poi.

 

(22 marzo 2024)

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