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Welfare, la giunta di Milano approva 8,3 milioni di euro per disoccupati ed emarginati

Pierfrancesco Majorino 00di Redazione

 

 

 

 

Uscire dallo stato di emarginazione e isolamento, più o meno complesso, è possibile e lo strumento più efficace, insieme all’accompagnamento sociale, è certamente il lavoro.

Ne è convinta l’Amministrazione Comunale che negli ultimi tre anni ha investito 5,3 milioni di euro in tirocini (Borse lavoro) attivati dal Centro per la mediazione al lavoro (Celav).

Questo servizio si è rivolto a 5.640 persone, ha attivato 4.323 tirocini, ha coinvolto 2.994 persone in condizioni di svantaggio sociale con progetti individualizzati.

L’obiettivo frutto del potenziamento annunciato è di seguire almeno 7000 cittadini in difficoltà, a cui offrire, quindi, formazione e percorsi lavorativi retribuiti

Tra i più fragili, seguiti dal Celav fino alla finalizzazione di un lavoro, 667 hanno raggiunto l’assunzione, il 40% con un contratto a tempo indeterminato.

È un numero rilevante se si considera che le persone tornate all’occupazione sono uomini e donne che – da sole e senza l’accompagnamento sociale del Comune – non avrebbero avuto alcuna possibilità di reinserimento lavorativo: si tratta di ultracinquantenni espulsi dal mercato del lavoro, senzatetto ospiti di Casa Jannacci e di altri ricoveri, ex detenuti o detenuti con un permesso di uscita, invalidi, giovani con fragilità familiari e rifugiati.

Oggi con l’approvazione dello stanziamento di 8,3 milioni di euro la Giunta ha avviato nuova fase di interventi dedicati ai disoccupati milanesi in condizioni di svantaggio sociale e a chi, insieme al lavoro ha perso la casa e le relazioni familiari e vive una condizione di grave emarginazione.

 “Con il provvedimento di oggi – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorinoinvestiamo nuove risorse per rafforzare i servizi e le azioni contro la grave emarginazione e la disoccupazione delle persone più fragili. Vogliamo continuare ad aiutare chi vive uno svantaggio sociale e da solo non può farcela ad uscire dall’isolamento in cui si sprofonda quando la perdita del lavoro, delle relazioni familiari e di una casa ti lasciano senza nulla. Vogliamo continuare anche ad aiutare tutti quei giovani che segnalati dalle comunità educative, dove hanno vissuto lontani dalla famiglia, vengono avviati al primo lavoro o ancora gli ex detenuti e le persone con disabilità fisica e psichica che hanno bisogno di un percorso di reinserimento sociale e lavorativo”.

Degli 8,3 milioni di euro approvati oggi, 2,7 milioni di euro sono stati destinati al rafforzamento del servizio di informazione, orientamento, accompagnamento al lavoro del Celav e 5,6 milioni di euro alla riorganizzazione del servizio medico-infermieristico, socio-assistenziali, educativo e di segretariato sociale della Casa di Accoglienza – centro polifunzionale “Enzo Jannacci”e del Centro Aiuto Stazione Centrale. Per entrambi gli ambiti è previsto lo svolgimento di una gara

La Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci in viale Ortles 69 è lo storico e più grande dormitorio della città e ospita all’anno circa 1.400 senzatetto. Negli ultimi anni il centro è stato riqualificato ampliandone la capienza che oggi è di 487 posti letto (178 riservati a donne). Nel periodo invernale il numero dei posti aumenta a 600. La struttura da dormitorio è diventato un  centro multiservizi per la grave emarginazione con interventi mirati al recupero dell’autonomia individuale delle persone ospitate attraverso progetti individualizzati con la presenza di assistenti sociali ed educatori. Vi lavora stabilemente una squadra di 14 professionisti tra assistenti sociali, educatori, psicologi e psichiatri. Al suo interno sono stati aperti sportelli e ambulatori ad uso degli ospiti tra cui: un servizio medico, infermieristico, uno socio-assistenziale, il segretariato sociale, il guardaroba, uno sportello del Celav (Centro mediazione lavoro) e una ciclofficina.

Negli ultimi tre anni sono state effettuate 3.000 visite mediche, 25.695 prestazioni ambulatoriali, 1.654 ricoveri nel reparto infermieristico interno, 1.155 progetti riguardanti l’area abitativa (ricongiungimento con la famiglia, richiesta casa popolare, inserimento nel sistema della Residenzialità sociale temporanea), 1.619 progetti riguardanti l’area lavorativa (formazione lavoro, contatto con centri per il lavoro e con il Celav).

Il Centro Aiuto Stazione Centrale di via Ferranti Aporti 2, opera nell’ambito della grave emarginazione sociale con l’obiettivo di orientare le persone italiane e straniere senza dimora e in stato di bisogno affinché possano accedere ai servizi socio assistenziali presenti in città, dai ricoveri, alle mense per i poveri, alle docce pubbliche, ai guardaroba. Gli accessi annuali sono circa 13.500.

 

 

 

 

(21 ottobre 2016)

 

 

 

 

 

 

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