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Posso dire che questo scontro montato ad arte tra un 13enne ed il ministro dell’Interno mi fa orrore?

di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #Sociale

 

Fatto. Un delinquente blocca un autobus con cinquantuno ragazzini a bordo, minaccia di ucciderli tutti, i ragazzini devono salvarsi e fanno di tutto. Ci riescono, alla fine, grazie al coraggio di alcuni, tra loro Rami ed Adam. Pare ci fosse un terzo ragazzino, Riccardo, tra coloro che sono riusciti con scaltrezza ad eludere i controlli del maniaco e a chiamare le forze dell’ordine, ma di lui si perdono le tracce, forse perché i genitori decidono di non darlo in pasto alle fiere. Il delinquente, solo casualmente senegalese con cittadinanza italiana – Cesare Battisti, altro delinquente è italianissimo – ma prima di tutto delinquente, continua il suo delirio delinquenziale dal carcere. Pare una mente fragile. Dice cose sconclusionate. Come molti altri. Lui, per fortuna, non scrive sui giornali e non è a capo di governi o ministeri o partiti politici. E, grazie al coraggio dei ragazzini, è stato neutralizzato. Fine del fatto.

Le fiere si scatenano. Rami manifesta il desiderio di ricevere la cittadinanza italiana. Vuole diventare Carabiniere, ché ognuno ha i suoi sogni. La famiglia, hanno molta ansia le famiglie, a volte troppa, allarga il desiderio di cittadinanza per tutti loro. Le fiere si scatenano. I giornali scrivono la loro, i giornalacci anche. La televisione si mobilita. Fabio Fazio, straordinario ed un po’ cinico opportunista del piccolo schermo dei buoni sentimenti, chiama in trasmissione Rami e il suo amichetto Adam, l’altro eroe (ma del Riccardo di prima continuano a perdersi le tracce) e le famiglie di questi. Lucciconi, famiglie felici, giovanissimi eroi – sono un’eroe se faccio il possibile per salvare la vita a me e agli altri? No, sono un essere umano con coscienza, ma c’è troppo bisogno di eroi in questo mondo che fa schifo perché l’abbiamo fatto a nostra immagine e somiglianza – e due Carabinieri in studio che regalano i loro cappelli ai ragazzi. Tutti e due i ragazzini, improvvisamente!, vogliono diventare Carabinieri. Effetto contagio da entusiasmo.

Tutto il rispetto per i sogni altrui, personalmente, preferisco loro a chi passa il tempo cercando di entrare a X Factor alla ricerca di una disperata e brevissima celebrità. Cosa avrebbe detto il ministro dell’Interno se “fossimo morti tutti”? Avrebbe gridato al delinquente assassino, continuando a fare il suo mestiere. Lo sanno soprattutto i giornalisti che usano Rami per opporsi alle politiche salviniane. Lo spieghino al 13enne, è quello il loro dovere. E dopo, se gli resta tempo, continuino ad alimentare lo scontro.

Le fiere continuano a scatenarsi: Rami si preoccupa del suo telefonino perché c’era il numero di telefono della “tipa”. Nel frattempo il ministro dell’Interno fa il suo mestiere, che è anche quello di verificare se ci sono le condizioni per concedere l’agognata cittadinanza al ragazzino, ma non alla sua famiglia. Sibila condizioni che non ci sarebbero; spiega che ci sono precedenti penali di una certa gravità di uno stretto parente del ragazzino, ma il suo alleato [sic] di governo, per farsi bello, dice che la cittadinanza a Rami gliela darà, anche se non rientra nelle sue prerogative. Lui è ministro del Lavoro e già dà il peggio in quella sede. Svende il ragazzino per farsi bello. Le fiere mangiano anche le carogne, figuriamoci i cuccioli.

Non mi fido politicamente del ministro dell’Interno, ma devo fidarmi del mio ministro dell’Interno perché è quel ministero che garantisce la sicurezza del mio paese, anche se lui non mi piace, anche se non lo voterò mai. Non sono però obbligata a sorbirmi lo schifo quotidiano che quotidiani, televisioni, organi di informazione, politica e cittadinume incolto e furioso a gratis, costruiscono attorno ad ogni avvenimento facendone un caso anche quando il caso non c’è. Anche quando i ragazzini, italiani o stranieri, andrebbero protetti invece di darli a gratis in pasto alle fiere.

Questa storia inventata e montata ad uso politico e strumentale da tutti gli attori, che vede un ragazzino di 13 anni totalmente inconsapevole degli effetti che possono avere certe sue dichiarazioni ai giornali e dell’uso che di queste dichiarazioni i giornali faranno, mettersi contro il ministro dell’Interno del paese dove vive, è una storia che fa orrore e che non racconta le brutture di Salvini, delle quali nemmeno lui fa mistero.
E’ una storia che fa schifo e racconta soprattutto quanto sia brutto chi si fa bello. Anzi, è una storia che fa schifo e basta.

 

 




 

 

(26 marzo 2019)

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