Il Pirellone e il via alla commissione dì’inchiesta sul Pio Alberto Trivulzio. Meglio tardi che mai

foto: ANSA / Marco Ottico

di Giancarlo Grassi #Milano twitter@milanonewsgaia #Coronavirus

 

Il grosso casino al Pio Albergo Trivulzio ha visto muoversi finalmente, con ventiquattr’ore di ritardo rispetto agli ispettori del ministero della Sanità, anche il Pirellone e il suo presidente Fontana che, lasciando capire che ci potrebbero essere eventuali possibili responsabilità di Beppe Sala – che nomina il Presidente e dà l’assenso sul Direttore Generale proposto dalla Regione – ha nominato a sua volta una commissione d’inchiesta. Meglio tardi che mai. E in ritardissimo rispetto a quando che avrebbe dovuto farlo.

Posto che tutte le responsabilità, qualora dovessero essercene, dovranno venire fuori e tutti i responsabili dovranno pagare per i loro errori, ammesso che errori ci siano, l’assessore Gallera ha assicurato che la Commissione agirà “in tempi brevi”, così brevi che sono già in ritardo rispetto all’ispezione ordinata dal ministero della Salute specificando, ché in politica sono più importanti i distinguo che le azioni in sé, figurarsi quando la politica è leghista, ed ha dichiarato di avere chiesto “al sindaco Sala, che come noto nomina il presidente e dà l’intesa per quella del direttore generale” di indicare “il nominativo di un componente di sua fiducia per la Commissione”.

Lo scrive Repubblica che, come è noto, ha scoperchiato la faccenda con un suo articolo di tre giorni fa.

Il Coronavirus continua a far saltare i nervi alla politica lombarda, almeno a quella al potere, vittima di disorganizzazioni e superficialità che hanno minato la credibilità non solo del suo agire, ma anche di istituzioni – come quella Sanitaria – che era uno dei fiori all’occhiello della Regione. O meglio del Pirellone.

Come sottolinea Repubblica anche la procura di Milano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di diffusione colposa di epidemie e omicidio colposo. Il sospetto sul quale anche il ministero di Roberto Speranza vuole vederci chiaro, riguarda l’ipotesi che al Trivulzio siano stati nascosti casi di Covid-19 mettendo a rischio ospiti e operatori.

 

(7 aprile 2020)

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