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La Lega, Fontana, le Rsa e le bufale di Salvini sull’Emilia Romagna

di Giancarlo Grassi #Maiconlalega twitter@gaiaitaliacom #Maiconsalvini

 

Mentre il Governatore delle Supercazzole vagheggia (e vaneggia) da una televisione all’altra, show dopo show, raccontando la sua versione del Covid-19 ad uso restauro facciale pochi giorni dopo avere affermato, con sprezzo del pericolo e della decenza,”Rifarei tutto“, come se non fosse successo nulla, la Lega di Salvini è già saltata su un altro carro. ora chiama alle ribellione contro Conte, alla disubbidienza di massa, alla marcia contro il Governo dopo “47 giorni di reclusione”: così li ha chiamati. Vorremmo invitarlo a sperimentare questo suo metodo contro il dittatore in Ungheria o in Russia.

Come sempre il leader della Lega salta da un argomento all’altro per il consenso del momento e il post che funzionerà meglio da lì a cinque minuti o al massimo il giorno dopo, una maniera di fare politica che comincia a stufare chi nella Lega conta sul serio – e sappiate che non è Salvini – dirigenza leghista che vede assottigliarsi sempre più il consenso del fasciosovranismo salviniano a marchio Lega che si riscopre antimeridionalista, neofederalista, e che per i morti da Coronavirus non ha speso una sola parola di cordoglio che fosse anche credibile.

Il 26 aprile era stato, per Salvini, il giorno dell’ennesima bufala: stavolta sull’Emilia-Romagna, quella regione che doveva mangiarsi in quattro e quattr’otto con una candidata che definire impresentabile è un regalo alla politica da dilettanti, e che gli è sfuggita dalle mani dopo un altro colpo degno di quello che lo ha defenestrato dal Papeete. Il sibilare ai citofoni sulla base della delazione di una contadinotta che forse ha agito per vendetta personale, non gli ha portato bene. Né a lui né a Borgonzoni, così il Tribuno che affogò se stesso in un mojito, decide di affidarsi alla sua solita superficialità e spara alto: “L’Emilia-Romagna ha il primato di decessi nelle Rsa”. E’ una balla, naturalmente. un’altra delle tante. Ma furba. Perché lui la costruisce sulla percentuale di deceduti nelle Rsa rispetto al totale dei deceduti per Covid-19 dentro e fuori le strutture. Percentuale che in Emilia Romagna risulta essere più alta, ma solo perché il totale delle morti è circa tre volte meno di quello registrata in Lombardia.

Scrupoli? Nessuno. Vergogna? Neanche un po’. Programma politico? Inesistente a meno che non si tratti della presa del potere per il potere. Poi tante grida su Conte che sarebbe un dittatore peggiore di Orbán. E dire che lui pare conoscere assai meglio il leader ungherese di quanto lo conosciamo noi.

Poi la Lega, per antagonismo d’opposizione, fa nelle regioni che governa il contrario di ciò che decide il governo di Roma. Nonostante le misure siano prese in accordo con la conferenza nazionale delle Regioni il cui presidente, non a caso, è proprio quello Stefano Bonaccini che ha devastato il delirio salviniano di fare nera l’Emilia-Romagna. 

E’ ovvio che oggi ci provi con l’Italia. E’ davvero la sua ultima possibilità. Tra un po’ non lo vorranno tra i piedi nemmeno i suoi compagni di Lega.

 

(27 aprile 2020)

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