Il giorno in cui Giorgetti disse “Al referendum voto No” e Salvini deve incassare

di Daniele Santi #Politica twitter@milanonewsgaia #Maiconsalvini

 

Ci sono giorni belli in politica. Come quelli nei quali Giorgetti, numero due della Lega e uomo di Salvini, decide di mettersi all’opposizione del segretario dichiarando pubblicamente che al referendum del 20 e 21 settembre voterà “No”. Dice che c’è del doppiogiochismo‘ Avete ragione. Bisogna prendere voti di qua e di là, ma per la Lega non è un buon segnale. Anche perché di “No” ne arriva un altro.

E’ quello del senatore leghista Gian Marco Centinaio che all’Adnkronos ha detto: “Io voterò No. Non ho partecipato a nessuna votazione in Aula, al Senato, per non mettere in imbarazzo i colleghi e il partito. Sono fermamente convinto che questa non sia la riforma giusta della nostra Costituzione”. Anche il “No” di Giorgetti è stato motivato con una certa forza. Scrive Repubblica, che cita Ticino Notizie, come il numero due di Salvini ha motivato la scelta. “Non so cosa voterete voi, ma posso dirvi come voterò io. Voterò No, convintamente. Un semplice taglio dei parlamentari in assenza di altre riforme è improponibile. Il sistema maggioritario, visto che si parla tanto di Europa, ha sempre funzionato benissimo”.

Mentre dentro l’estrema destra Giorgia Meloni, irremovibile nelle sue posizioni per quanto improponibili ed ingiustificabili,, rimane sulla sua posizione, nella coalizione rischia di aprirsi un fronte del “No” inaspettato a una settimana dal voto. E, dicono i pettegoli, che anche Salvini potrebbe optare per l’ennesima giravolta. Tanto alle giravolte c’è abituato.

 

(12 settembre 2020)

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