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Como città “così aperta” alla Cultura che per lavorare tocca pagare 2.500 euro

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di Redazione, #Como

Miriana Ronchetti, anima della Associazione Teatro Orientamenti Inclinati, sin dal mese di febbraio 2021 ha proposto al comune di Como l’evento culturale intitolato “Nivul e Sogn” dedicato a Dante Alighieri chiedendo di metterlo in scena alla fine di maggio, covid permettendo, nello spazio del parco retrostante Villa Olmo; lo spettacolo di canto e letture è della durata di un’ora e prevede la sola presenza in scena di due attori e 10 comparse senza alcun allestimento. Con l’assessore alla cultura Cioffi ha avuto più incontri nel corso dei quali le è stato manifestato ampio apprezzamento e assicurato il patrocinio. Giunti quasi al dunque, nei giorni scorsi, Miriana ha ricevuto dalla segreteria di Villa Olmo, per conto del comune, una mail con allegato il modulo da compilare per la prenotazione dello spazio con la richiesta di pagare euro 2.500,00 per l’utilizzo dello stesso, circostanza, questa ultima, che mai era stata prospettata nel corso dei numerosi contatti intercorsi.

In questo momento, anzi in questo anno, la cultura non solo è stata penalizzata, ma addirittura azzerata con conseguenze devastanti per gli operatori del settore; chiedere  2.500,00 euro per fruire di uno spazio aperto, senza l’utilizzo di strutture e sostanzialmente senza costi per il Comune, è cosa che va contro ogni logica e ancor più contro il senso di attenzione e soprattutto rispetto verso coloro che fanno cultura e, nel contempo, portano uno spiraglio di evasione contro la depressione dovuta alla grave situazione. Così un comunicato di Civitas Como.

È una vergogna e denota, ancora una volta, che questa amministrazione è “nemica” della cultura e la sua insensibilità si riflette negativamente sulla immagine di una città che pare voler “speculare” su chi vuole elargire cultura gratuitamente. Ma la esosa pretesa del comune è ancor più ingiustificata e ingiustificabile in quanto, come si legge sul sito, lo stesso richiede per un matrimonio, la cifra di euro 500,00 Iva inclusa per l’utilizzo della sala ovale di Villa Olmo e/o dello spazio antistante il tempietto.

Forse i matrimoni devono essere agevolati mentre la cultura gratuita per tutti no; questa purtroppo è la visione politica miope e priva di lungimiranza di questa amministrazione senza bussola. Riprendiamoci la cultura e gli spazi pubblici.

 

(17 aprile 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 




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