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Cosa c’entra Speranza con Bergamo se al Welfare della Lombardia c’era Gallera che non aveva “approfondito” una Legge

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di Giancarlo Grassi, #Lopinione

Eravamo a marzo 2020 quando Speranza, Fontana e Gallera (qui l’audio del Corriere) discutevano non di aria fritta ma, in toni civili, come affrontare ciò che stava accadendo. L’unica cosa chiara di quell’audio è che nessuno ci capiva granché, a ciò che stava succedendo, come Gallera e Fontana dimostrarono ampiamente nelle settimane successive.

I magistrati bergamaschi stanno indagando e parte dello staff di Roberto Speranza sarebbe sotto la lente d’ingrandimento, e naturalmente la macchina da propaganda salviniana si è messa in moto per infangare Speranza, nonostante sia indimenticabile la scusa di Gallera sul perché non istituì la zona rossa nel bergamasco e anzi, sul come scoprì che la zona rossa poteva essere istituita perché “aveva approfondito”.

Scriveva La Stampa:

LA LEGGE CUI FA RIFERIMENTO È (…) LA 833 DEL 1978. AL COMMA 1 DELL’ARTICOLO 2, INFATTI, LA NORMA, CHE REGOLA IN ITALIA E ATTRIBUISCE LE COMPETENZE LEGISLATIVE A STATO E REGIONI IN MATERIA SANITARIA, SPIEGA CHE «IL MINISTRO DELLA SANITÀ PUÒ EMETTERE ORDINANZE DI CARATTERE CONTENIBILE E URGENTE IN MATERIA DI IGIENE E SANITÀ PUBBLICA». QUINDI, COME ERA SUCCESSO GIÀ PER CODOGNO E ALTRI 11 COMUNI, IL GOVERNO POTEVA FARE UNA ZONA ROSSA ANCHE NELLA BERGAMASCA, CHE GIÀ A INIZIO MARZO ERA UNA DELLE ZONE PIÙ COLPITE DELLA LOMBARDIA. MA AL COMMA 3 DELLO STESSO ARTICOLO DI LEGGE SI LEGGE CHE «NELLE MEDESIME MATERIE (OVVERO DI IGIENE E SANITÀ PUBBLICA, NDR) SONO EMESSE DAL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE O DAL SINDACO ORDINANZE DI CARATTERE CONTENIBILE ED URGENTE, CON EFFICACIA ESTESA RISPETTIVAMENTE ALLA REGIONE O A PARTE DEL SUO TERRITORIO COMPRENDENTE PIÙ COMUNI E AL TERRITORIO COMUNALE». DUNQUE, ANCHE LA REGIONE AVEVA LA POSSIBILITÀ DI INTERVENIRE E, SPIEGA LA LEGGE, PERFINO DI UTILIZZARE ESERCITO E FORZE DELL’ORDINE.

Ai tempi avevano gridato un mese per dare la colpa a Conte, poi – come ricorderete –  la Regione Lombardia aveva calato le braghe e l’Assessore Gallera aveva riconosciuto la cialtroneria delle dichiarazioni leghiste delle ultime settimane in una intervista ad “Agorà” su Rai3, durante la quale aveva detto che effettivamente la Legge regionale che avrebbe consentito di istituire la zona rossa a Bergamo c’era ed avrebbero potuto utilizzarla, dicendo, col suo magnifico sorriso (perché Gallera è un bell’uomo): “Ho approfondito e effettivamente c’è una legge che lo consente”. Aveva approfondito. Poi le dimissioni e il trono passa a Letizia Moratti.

Ecco cosa sta alla base, secondo il nostro inutile parere, di tutto il bailamme dimissioni Speranza, non dimissioni Speranza, mozione di sfiducia individuale, riaperture, Fratelli coltelli d’Italia, emanazioni salviniane trionfanti, sul nulla. Anzi, no. Su una dichiarazione che suonava così: “Avremmo potuto farla noi? Ho approfondito e effettivamente c’è una legge che lo consente”. Ai tempi i trionfi leghisti in Lombardia aveva a che fare anche con mascherine ordinate a ditte chiuse e ospedali senza medici  e senza pazienti.

Era una vergogna a marzo 2020, è una vergogna oggi.

 

(17 aprile 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 




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