Felicità: un buon conto in banca, un buon cuoco ed una buona digestione… Grazie Rousseau #ilvenerdìpolitico

di Luca Venneri, #ilvenerdìpolitico

Il titolo è una citazione di Rousseau. Quello vero. Quello venerato dal movimento 5 stelle. Venerato fino al punto tale da dare il nome la piattaforma che, fino a oggi, era quella ufficiale del movimento e del pensiero visionario di Grillo e Casaleggio – padre.

Oggi ogni felicità è finita. Il boccone amaro è stato cucinato con cura e i mal di pancia – la cattiva digestione – è assicurata al partito politico e al suo nuovo comandante in capo Giuseppe Conte. Il tema, guarda caso, è proprio il conto in banca, ossia i mancati contributi dei deputati e senatori del movimento alla piattaforma della ‘Casaleggio & Associati’.
Era tutto già scritto. La rottura era ormai nell’aria da tempo a suon di carte bollate e risposte al vetriolo da parte del reggente Vito Crimi.

È ormai rottura, oggi sul blog delle stelle è comparsa un lungo comunicato dal titolo: ’Oggi siamo a terra ma ci rialzeremo’.

Nel post di legge: “A fronte dell’enorme mole di debiti accumulati dal Movimento 5 stelle nei confronti dell’Associazione Rousseau e della decisione di chi ritiene di essere il gruppo dirigente del Movimento di impartire ai portavoce un invito diretto a violare espressamente lo statuto stesso del movimento, omettendo di versare, già dal mese di aprile, il contributo stabilito per i servizi erogati, questa mattina abbiamo dovuto comunicare a tutto il personale di Rousseau che siamo costretti ad avviare le procedure per la cassa integrazione. Oggi non è più possibile, infatti, sostenere le spese necessarie per il personale che lavora quotidianamente ai 19 servizi di cui il Movimento 5 Stelle usufruisce”.

A stretto giro la risposta per bocca di Stefano Patuanelli – Ministro per le Politiche Agricole: “Mi auguro che non si finisca in tribunale e che prevalga il buonsenso. Certo, se si continua a dire che il M5s deve 450mila euro a Rousseau è difficile che ci sia un’alternativa”.

Al netto di ogni felicità, il Movimento 5 Stelle ha un problema gravissimo. Senza Rousseau non può eleggere a leader del m5s Giuseppe Conte. Per questo passaggio, infatti, servirebbe il doppio voto sulla piattaforma – una per cambiare lo statuto e una per scegliere i nuovi vertici. L’empasse è questo e ha spinto lo stesso Giuseppe Conte a valutare, insieme ad alcuni avvocati, la possibilità di un’ingiunzione urgente per sbloccare la situazione e non cadere nel lunghissimo pantano della giustizia ordinaria.

In tutto questo tumulto, a causa dei mancati introiti – da parte degli eletti del movimento 5 stelle – all’Associazione Rousseau i dipendenti sono stati messi in cassa integrazione. Duole notare che alla fine sono sempre i deboli – che il movimento vorrebbe proteggere – a pagare il dazio più alto per il mancato rispetto delle regole interne del movimento.

Perché questa rottura ora?
Perché il progetto del movimento 5 stelle di Conte e degli eletti non combacia più con la democrazia diretta di Rousseau?
E’ la fine del movimento?

Ma, alla fine, come direbbe Rossueau, quello vero: “Ci sono quattro versioni di ogni storia: la tua versione, la loro, la verità e ciò che è davvero successo” e noi, quello che è successo davvero non è dato sapere. C’è un punto, tuttavia, forse un po’ cattivo ma, forse, eccessivamente veritiero: “Tutti, schiavi e vittime dell’amor proprio, non vivono per vivere, ma per far credere di aver vissuto.”
Grazie Rousseau.

 

(23 aprile 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 




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