Civitas Como contro la privatizzazione degli asili nido

di Redazione, #Como

Quando le scelte sono dettate dal furore ideologico sommato all’urgenza di nascondere i danni commessi (non sono state fatte assunzioni negli ultimi anni) ecco che la scelta di affidare il nido di Lora ai privati viene rappresentata come una scelta ragionevole, che non creerà disparità tra i piccoli comaschi e che non vedrà una struttura tutta realizzata e attrezzata con le risorse e la passione dei cittadini comaschi sfruttata per altri scopi e ”consumata” dalla logica minimalista di un gestore che potrà competere solo risparmiando sul costo del personale e con mediocri economie.

Il 26 aprile 2021, il Consiglio comunale, guidato dalla leghista Bonduri, era chiamato ad approvare una scatola vuota di criteri generali cui subordinare l’affidamento.

Civitas ha presentato una serie di emendamenti alla delibera, come “paletti” irrinunciabili per contenere i danni. Tutte le proposte sono state sistematicamente respinte, senza dibattito, in u consiglio comunale che Civitas definisce, in un comunicato stampa giunto in redazione, “gelido e indifferente”.

Le proposte di Civitas chiedevano di garantire il vincolo dell’utilizzo esclusivo di spazi e materiali alla sola funzione istituzionale di asilo nido per motivi di sicurezza e igienico sanitari (e non farne luogo per altre attività come feste, incontri serali) a tutela dei piccoli utenti; di predisporre un dettagliato inventario dei materiali e delle strutture consegnati con quantificazione del valore attuale, che dovrà essere garantito nel tempo escludendo la restituzione al “valore d’uso”.

Chiedeva di prevedere una clausola rescissoria al venire meno anche di una sola delle condizioni e degli impegni contrattuali e verificare periodicamente la soddisfazione dell’utenza con frequenza almeno quadrimestrale e rispettare le medesime condizioni, ivi compresi i rapporti bambini-educatrici, considerando la validità del progetto educativo come criterio prevalente all’assegnazione; di introdurre una clausola sociale che preveda l’assorbimento del personale a tempo determinato.

Nessuna delle richieste di “Civitas Como” è stata discussa. Tutte, anzi, sono state ignorate. “E’ evidente che non c’è interesse, ne tanto meno passione” conclude Civitas Como, “nei riguardi di ciò che sta a cuore ai cittadini”.

 

(27 aprile 2021)

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