La notte blu di palazzo Marino per la Giornata Mondiale del Rifugiato

di Redazione, #Milano

Palazzo Marino si tinge di blu per una notte, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, indetta per il 20 giugno dall’Onu.

Come già l’anno scorso, in segno di adesione e partecipazione l’Amministrazione comunale accoglie la richiesta dell’UNHCR (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e per una notte illumina la facciata della sua sede istituzionale, Palazzo Marino in piazza Scala, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione  #WithRefugees – Together we can do anything/Insieme possiamo fare la differenza, che vuole diffondere un messaggio di solidarietà e inclusione per gli oltre 80 milioni di persone nel mondo costrette a fuggire dalle loro case a causa di conflitti, violenze e persecuzioni.

Un’iniziativa, patrocinata dal Comune di Milano, che ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro condizione, e anche di coinvolgere le Amministrazioni pubbliche cittadine in progetti di accoglienza e integrazione. Oltre a Milano, quest’anno hanno già aderito le città di Ancona, Bari, Bologna, Catania, Firenze e Torino.

L’illuminazione, possibile grazie al supporto di A2A Spa, avverrà questa sera al tramonto, e continuerà fino all’alba di domani. La Giornata Mondiale del Rifugiato è stata indetta nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e viene celebrata annualmente in Italia dall’Alto Commissariato, in collaborazione con Enti locali e Comuni in prima linea nell’accoglienza e nell’integrazione di rifugiati e richiedenti Asilo. In questa ricorrenza, monumenti simbolo della cultura italiana illuminati per i rifugiati sono diventati un appuntamento consolidato e noto a livello internazionale.

Milano, attraverso la rete SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione – ex Sprar/Siproimi), che si avvale anche della collaborazione di vari Enti del Terzo settore, nel corso del 2020 ha ospitato 504 persone, 378 delle quali già in precedenza inserite nei centri di accoglienza e 126 arrivate nel corso dell’anno. Quanto ai minori stranieri non accompagnati, considerando sia i servizi SAI sia le altre strutture di accoglienza, quelli accolti al termine del 2020 erano in tutto 610 (Albania, Egitto e Kosovo le nazionalità prevalenti).

Circa le provenienze nel progetto SAI Adulti, il 2020 ha fatto registrare una maggiore variabilità rispetto all’anno precedente, con una crescita soprattutto degli arrivi dall’Asia (passati dal 18% del 2018 al 35% del 2020).

Il 46,9% degli adulti ha frequentato i corsi di lingua italiana, 89 sono stati segnalati al Centro di mediazione al lavoro (Celav) e 62 sono stati i beneficiari di Borse lavoro, perlopiù impiegati come addetti alle pulizie, alla cucina, o come magazzinieri, manutentori, meccanici ed elettricisti. Nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, sono risultate inserite nel mondo del lavoro 116 persone, 16 delle quali contrattualizzate a seguito di borse-lavoro.

 

(20 giugno 2021)

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