La Como senza etica che brucia le povere cose dei senzatetto. Il comunicato di Civitas Como

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di Redazione Como

Questa è la fotografia di ciò che Paolo – nome di fantasia – si è ritrovato davanti stamattina: un cumulo di ceneri. È solo l’ultimo di una serie di episodi che accadono quotidianamente a Como. Episodi che coinvolgono persone che non hanno casa e si ritrovano a passare le giornate intere tra un espediente e l’altro, salvo per alcuni che vedono e non vedono la luce fioca e provvisoria del dormitorio.

Il tema dell’abitare non è mai stato nell’agenda di questa amministrazione, ma abbiamo l’obbligo morale ed etico di ricordarci che: questo diritto deve essere garantito a tutte e tutti.

Intendiamo soffermarci nell’evidenziare, ancora una volta, come questi episodi siano strettamente collegati alla mancanza di considerazione da parte della politica nei confronti dei soggetti fragili e della loro condizione umana e socio-economica. Queste “non-politiche” non ci appartengono e demarcano, sempre più fortemente, un divario politico, ma anche umano, etico e morale, che non può trovare alcun supporto nella coscienza di coloro che perseguono fini pubblici.

Prendiamo distanza da ogni atteggiamento che colpevolizza le vittime, utilizza male il potere pubblico e che non cerca minimamente di gestire in un modo razionale ed empatico la situazione cercando percorsi alternativi.

Ci poniamo non pochi quesiti su questa vicenda.

I primi sono rivolti alla politica: può la politica continuare a non vedere gli invisibili di questa città e studiare percorsi specifici a garanzia del diritto dell’abitare? Può un assessore fare pressioni a un privato cittadino che vive una condizione di assoluta fragilità?

I secondi sono rivolti ai cittadini: Possiamo pensare che vi sia un disegno in queste non-politiche, magari per soli fini propagandistici, che alimentano il senso comune del “sono troppi”, “sono loro la causa di tutto” o, ancora peggio, “è una loro scelta”?

Emergono due fatti incontestabili da questa triste vicenda. Il primo è che esiste un sistema politico viziato dal pregiudizio – nel migliore dei casi – o dall’incompetenza. Il secondo riguarda gli 843.000 euro ottenuti dal ministero grazie all’assessorato alle politiche sociali della giunta Lucini. L’intera somma, a disposizione dell’attuale amministrazione, sembra evaporata in operazioni che non hanno minimamente modificato lo stato delle cose.

Informa un comunicato congiunto di Civitas Como e Comitato Assemblee Popolari.

 

(17 gennaio 2022)

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