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Beppe Grillo indagato a Milano per i contratti pubblicitari sottoscritti con la Moby

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di Redazione Milano

Beppe Grillo è indagato dalla Procura di Milano per i contratti pubblicitari sottoscritti nel 2018/2019 dalla compagnia marittima “Moby spa” dell’armatore Vincenzo Onorato (ne scrive qui il Corriere) con il blog Beppegrillo.it del fondatore e “garante” del Movimento5Stelle. L’accusa è di traffico di influenze illecite (articolo 346 bis del codice penale).

La circostanza sarebbe emersa da alcuni sequestri e acquisizioni di documenti del Nucleo di Polizia economico-tributaria della Guardia di Finanza di Milano, all’interno dell’inchiesta su beneficiari di contributi, o controparti di contratti, della compagnia che si trova da tempo in difficoltà ammessa nel giugno di due anni fa dal Tribunale di Milano alla procedura di concordato preventivo.

Spiega ancora il Corriere che:

… l’accordo con la Beppegrillo.it nel 2018-2019 prevedeva un compenso di 120mila euro l’anno, per due anni, commissionando in cambio al blog di Grillo uno spot al mese e l’inserimento di messaggi pubblicitari, contenuti redazionali e interviste a «testimonial» della Moby da pubblicare anche su Facebook, Twitter e Instagram. Inoltre Moby nel 2018 strinse un secondo accordo, stavolta con la Casaleggio Associati, affinché la piattaforma di strategie digitali di Davide Casaleggio (figlio dell’altro fondatore del Movimento5Stelle, Gianroberto, non indagato) curasse, per un compenso teorico fino a 600.000 euro ma di 250.000 nel primo anno in caso di obiettivo raggiunto, la «stesura di un piano strategico e la gestione di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli stakeholder del settore marittimo sulla limitazione dei benefici fiscali del Registro Internazionale alle sole navi che imbarcano equipaggi italiani o comunitari», allo scopo di «sensibilizzare le istituzioni e raggiungere una community di un milione di persone».

 

L’essere indagato non implica la colpevolezza, e il renderlo noto anche a chi è oggetto dell’indagine è un atto dovuto, non una prova di colpevolezza.

 

(18 gennaio 2022)

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