PNRR: a Brescia 2.302 € per abitante a Foggia solo 102

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di Pasquale Cataneo e Massimo Mastruzzo*

È sempre sgradevole dirlo, ma noi abbiamo fatto seguire alle parole e alle denunce circostanziate, azioni e prodotto atti concreti per contrastare, da oltre un anno, quanto rilevato nello studio odierno che il prof. Gianfranco Viesti e le ricercatrici Chiapperini e Montenegro hanno presentato al politecnico di Bari.

Un’indagine, quella universitaria pugliese, che ha confermato come l’uso politicamente distorto del PNRR non solo non colmi i divari territoriali, ma paradossalmente crea un inasprimento della disomogeneità territoriale, andando di fatto in direzione contraria alle motivazioni per le quali l’UE ha concesso all’Italia la somma maggiore dei fondi:

  • a Brescia 2302 €/abitante
  • a Foggia    102 €/abitante

Che il paese, questo, sia iniquo lo avevano scritto e pubblicato, ed oggi continuiamo a sostenerlo, con dati certi: l’Italia è iniqua e irrispettosa dei principi fondamentali della sua Carta costituzionale come quello dell’art. 3 co.2.

Vi invitiamo a fare una ricerca su cosa scoprì Giancarlo Giorgetti in quanto presidente della commissione per il Federalismo Fiscale dal 2013 al 2018. L’attuale ministro in quota Lega quando ricevette i dati dai tecnici sulla redistribuzione dei fondi dal ministero dell’Economia in applicazione delle previsioni della Legge 42/2009 cd. “Calderoli”, suo collega di partito secreto tutto. Aveva appreso che, cambiando l’attuale meccanismo di ripartizione la cd. “spesa storica” sarebbero stati destinati al Mezzogiorno molte risorse in più. Chiese anche di fare una seduta segreta come accade per l’antimafia, dando come motivazione che: “i dati potrebbero essere scioccanti”. I media hanno dato contezza di ciò.

Dalle parole ai fatti: come Movimento Equità Territoriale M24A-ET abbiamo raccolto le firme a supporto della Petizione urgente UE 0515/2021, che è stata presentata il 15.07.2021 a Bruxelles alla Commissione UE corrispondente, per segnalare e denunciare l’iniqua ripartizione e l’ingiusto utilizzo delle risorse del PNRR in Italia rispetto ai macro obiettivi del Next Generation UE (NGEU).

La petizione, dopo la discussione, è stata approvata dai gruppi parlamentari UE ed è rimasta aperta, ovvero la Commissione ha dato avvio ad una fase di verifica, in merito al rispetto dei criteri usati per la ripartizione dei fondi, al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi prioritari come la riduzione dei divari territoriali, di genere e generazionali.

Il Movimento per l’Equità Territoriale, M24ET, aveva già organizzato il 6 ottobre 2020 una manifestazione con conferenza stampa in piazza Montecitorio a Roma, in cui furono illustrati i criteri e le percentuali per un’equa ripartizione del Recovery Fund applicando i parametri indicati dalla UE. Non solo. Abbiamo rafforzato l’azione posta in essere con la Petizione il 21.07.21 con un’altra manifestazione nazionale rappresentando, anche attraverso l’interdipendenza economica esistente tra macro aree del Paese, la necessità e l’utilità per l’intera Comunità nazionale della riduzione dei divari.

Abbiamo quindi analizzato, denunciato, ma anche proposto soluzioni e progettualità, presso le istituzioni regionali e nazionali competenti, probabilmente distratte. La disomogeneità territoriale nazionale è frutto di azioni politicamente inique. Lo è stato con la ripartizione del cd Piano ERP e/o Marshall (13% nel Mezzogiorno e ben l’87% nel resto del Paese) che spinse don Sturzo a definire “erpivori” chi determinò quella ripartizione. Lo stesso sta accadendo oggi, con i novelli erpivori, quelli del cd. governo dei migliori, come conferma l’indagine del politecnico pugliese, con l’iniqua ripartizione degli investimenti previsti per abitante: Brescia 2302 €/abitante, oltre 22 volte quanto destinato a Foggia, 102 €/abitante.

E’ riconoscibile, certificata e perdura l’iniquità e il divario territoriale, in questo Paese, con l’acuirsi della cd. Questione meridionale che si sta allargando alle aree interne e nel rapporto centro-periferia, anche per quello di genere e generazionale. Obiettivi contrari rispetto a quelli del NGEU.

Voltare lo sguardo altrove, non è più giustificabile. E’ ora il tempo di cambiare i novelli erpivori. Se non ci si muove per il rispetto dei principi fondamentali della nostra Costituzione e dei macro obiettivi del NGEU si è colpevolmente complici di questa pervicace azione di sottrazione di diritti ad oltre 30 milioni di cittadini italiani.

 

*Componenti Segreteria nazionale M24A-ET
Movimento per l’Equità Territoriale

 

 

(4 luglio 2022)

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