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Laurea honoris causa a Liliana Segre: “Io nonna disperata, il 7 ottobre mi tiene sveglia la notte”

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A 93 anni, e il 27 gennaio nell’annuale Giornata della Memoria quel monumento nazionale che è la senatrice a vita Liliana Segre ha ricevuto la laurea honoris causa in Scienze storiche dall’Università Statale di Milano.

Nel corso della cerimonia, durante un dialogo con il giornalista Enrico Mentana – dopo un altro interessantissimo incontro avuto con Corrado Augias su La7 lo scorso 22 gennaio, la Dott.ssa Segre ha i, tra le altre cose, di un “un tempo in cui mi è difficile far parte degli ottimisti. C’è qualche cosa di già sentito, di già sofferto. Io da bambina sentivo dire: “Meglio non uscire, meglio non farsi notare”. Io, che per carattere, ero sempre portata ad andare fuori”.

Ha poi parlato di sé come di una “nonna disperata” che dal 7 ottobre, ogni notte, rimane sveglia “per un tempo” senza riuscire a distogliere i pensieri da ciò che sta accadendo tra Hamas e Israele. E questa è la cronaca spicciola.

Dal punto di vista mediatico invece il suo “27 gennaio? La Giornata della Memoria è 365 giorni all’anno” è passato più inosservato, perché smuove meno le pance e significa, in ultima analisi, che dovremmo avere abbastanza coscienza da dire basta all’odio, a partire dal nostro ma i commenti sui social, di un livore sconcertante – ma in netta minoranza rispetto all’elevatissimo numero di persone che hanno il buon gusto di starsene zitte – dimostrano purtroppo che, ad essere travolti da un’invisibile ma inarrestabile spirale di odio e intolleranza, sono proprio coloro che si dipingono come i più accesi tra gli antifascisti.

Sono coloro che giudicano a suon di a questa qui, a questo qui, la storia non ha insegnato nulla, dimenticandosi che loro a scuola, se ci sono andati e da come scrivono è lecito dubitarne, la storia gliela insegnano censurata, perché la storia non la insegnano ad usum puellarum. Sempre più furiosi vanno sempre più a destra (a qualunque colore ritengano di appartenere) e perpetuano il vero dramma di questi tempi: sempre più a destra pensando di mantenere intatti i propri ideali. Poi se la prendono con una donna ultranovantenne che ne ha viste, e continua a subirne, di tutti i colori. E se ne sentono persino fieri. Che pena.

 

 

(27 gennaio 2024)

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