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“Il sistema lombardo è un gigante dai piedi d’argilla”, lo ha detto Luca Venneri di Rete Italiana Antifascista a LavascadeipesciTV

di Redazione #Lombardia twitter@milanonewsgaia #Fontana

 

“Siamo di fronte al fallimento della sanità lombarda. Il sistema lombardo è un gigante dai piedi d’argilla e in questa pandemia dimostra tutte le sue fragilità”, lo ha affermato Luca Venneri, portavoce di Rete Italiana Antifascista La Vasca dei Pesci TV, il programma di politica, cultura e intrattenimento prodotto da GaiaitaliapuntocomEdizioni. “Abbiamo bisogno di una nuova visione dove non solo efficacia, efficienza ed economicità devono essere i “mantra” ma anche equità, intesa sia come equità di trattamento ma, anche e soprattutto, come equilibrio tra prerogative economiche e prerogative di umanità e solidarietà” ci ha poi detto in una conversazione privata pre-trasmissione.

“La managerizzazione del servizio è approssimativa e non risponde in modo sufficiente alle domande di primo livello – individuazione degli scenari possibili che devo tenere presente e prepararmi, come anche quelle di secondo livello: riuscire a far fronte alle contingenze e ai problemi. Ne è esempio chiaro il ‘piano pandemico regionale’ che prevedeva: scorte di mascherine (tre milioni che dovevano essere pronte e distribuite in 4 ore, mai avvenuto), potenziamento del personale medico e infermieristico nelle RSA, interventi per mezzo dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) per le sub-acuzie, non intasando gli ospedali. Tutto questo non è accaduto perché, sebbene il pano fu approvato nel 2009 da parte di Regione Lombardia, non è mai stato applicato nella sua parte preventiva. La riforma Maroni del sistema sanitario Lombardo del 2015 che ha rivoluzionato i compiti delle ASL, trasformandole in ATS, non ha trasferito però le competenze specifiche dei piani pandemici. Così come pensato il piano pandemico regionale non trovava alcuna preparazione (domanda di primo livello) e non poteva essere applicato all’occorrenza (domanda di secondo livello)”.

“Esiste una precisa colpa grave” chiosa Venneri, “una responsabilità politica e, chiaramente, anche di altri livelli ed è imputabile a coloro che governano Regione Lombardia negli ultimi 28 anni. Su questa responsabilità troviamo tutte le ragioni di un fallimento politico e manageriale su cui occorre fare presto. Il cambiamento di paradigma non è solo auspicabile, è un dovere”.

 

(13 novembre 2020)

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