Quando Matteo Salvini proclamava “A Milano non vinceremo, stravinceremo”….

di Giancarlo Grassi, #politica

Era un momento di orgasmo, quello pre-elettorale, poi il coito si conclude e ci si sgonfia (in tutti i sensi), nel quale andava bene qualsiasi cosa venisse detta. Salvini tripudiava di tronfiA Milano non vinceremo, stravinceremo” questo qualche giorno prima che le elezioni reali, quelle dove tocca vincere nelle urne e non nei sondaggi, imponessero il coitus interruptus.

Salvini infatti non ha perso, ha straperso portando con il suo candidato, antifascista ma anche no, no-vax ma anche sì, programmi pochi, ma anche nessuno e tanta confusione, Beppe Sala alla vittoria al primo turno con oltre il 57% dei voti. Un trionfo.

Non succedeva da diverse elezioni che candidati del centro-sinistra vincessero al primo turno. Così ora a Salvini tocca l’autocritica, quella che deve avere imparato quando era comunista anti-proibizionista alcuni lustri prima della folgorazione sulla via della Lega proibizionistaforcaiola.

Salvini ha perso e ha perso lui, con le sue scelte sbagliate e il continuo racconto, a loop, di un paese che è in guerra quando gli Italiani vogliono pace e tranquillità ed essere governati col cervello e non coi piedi. Ora a Salvini resta una sola strada, diventare lo scendiletto di Draghi, cioè avvallarne tutte le scelte, cioè diventare più draghiano di Draghi stesso.

Questo avverrà se i quattro moschettieri Giorgetti-Zaia-Fedriga-Fontana non lo faranno saltare in aria prima.

 

(5 ottobre 2021)

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