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Incendio in via Saponaro a Milano. Sul Gratosoglio, Rozza e Majorino: “Lavori da rifare. Necessaria procedura di massima urgenza”

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Un cantiere abbandonato per mesi che porta insicurezza: furti, rapine, ora anche il rogo che ha messo a gravissimo rischio gli inquilini di via Saponaro 36. È questa la sicurezza che il centrodestra riesce a garantire nelle case Aler del Gratosoglio? A chiederselo è il Partito Democratico che questa mattina con la consigliera regionale Carmela Rozza e il capogruppo Pierfrancesco Majorino ha tenuto una conferenza stampa insieme agli inquilini, davanti al cantiere andato a fuoco mercoledì scorso.

“È da febbraio dello scorso anno che il cantiere per la riqualificazione di una delle Torri bianche è fermo – spiega Carmela Rozza, prima firmataria di una mozione e di una interpellanza che andranno in discussione domani in Consiglio regionale – ed è da luglio che i cittadini fanno incontri in prefettura per sbloccare una situazione che era già di grave disagio. Le denunce dei cittadini di via Saponaro sono rimaste inascoltate per mesi e mesi e la scorsa settimana si è sfiorata la tragedia. Aler non ha fatto nulla e la Regione è rimasta sorda a tutte le denunce, dei cittadini e nostre, mentre le impalcature del cantiere diventavano un passaggio per i ladri e i delinquenti. Ora che il fuoco si è mangiato il cantiere tutti i lavori che da mesi sono stati lasciati incompiuti sono da rifare completamente, e parlo degli ascensori, del cappotto, degli impianti antincendio e altro. Ma vanno fatti subito, usando la procedura della somma urgenza, che è necessaria quando ci sono problemi di garanzia dell’incolumità delle persone. E Aler deve anche ripagare i danni ai cittadini che si trovano case piene di fuliggine, impregnate dal fumo scaturito dal rogo. Noi seguiamo le vicende di questi lavori da anni e continueremo a farlo, ma i cittadini sono esasperati e si sentono trattati come persone di serie b”.

“La situazione di via Saponaro è incredibile, inaccettabile” dichiara Majorino. “Nel cuore del Gratosoglio c’è una condizione di abbandono da parte di Aler, quindi da parte di Regione Lombardia che mette a rischio le condizioni di vita di tante cittadine e di tanti cittadini. Fontana continua a far finta di nulla, continua a far finta che la questione non lo riguardi, mentre Regione Lombardia, la proprietaria degli immobili, è la responsabile della condizione delle case popolari di Aler. Davvero l’immobilismo di Fontana e soci è inaccettabile. Noi per questo continuiamo a denunciare, a farci sentire, come faremo domani in Aula”.

 

(15 gennaio 2024)

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