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“Transessuali sputavano sangue infetto sulla polizia”: ecco a voi il leghista Samuele Piscina

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Dopo le tensione registrate domenica 3 marzo in via Padova tra la polizia e i centri sociali ci voleva un leghista di buona volontà che restituisse verità e dignità al suo umano esistere, prima eventualmente di preoccuparsi anche di umani altri, con dolci parole di comprensione. Il buon sangue leghista non mente, anche consigliere comunale, Samuele Piscina c’ha pensato lui affermando che in via Mosso “c’erano transessuali che sputavano sangue infetto addosso alle forze dell’ordine”.

Sangue infetto. Proprio così. Almeno stando a quanto riporta Repubblica che non informa sul come il leghista Piscina sia venuto a conoscenza degli sputi contenenti sangue e che il sangue fosse infetto. Ora la domanda da porre al nobile consigliere è se ha detto la verità o meno, perché il 3 marzo a Milano i problemi sono stati tra la Polizia e i Centri Sociali, tanto per cambiare, che hanno tentato di sfondare il cordone degli agenti. Poi si scopre che il buon Piscina si riferiva a robe di anni addietro, per magnificare le leghiste gesta che avrebbero imposto una “cancellata” in via Mosso “che la passata amministrazione comunale in realtà non voleva assolutamente. L’abbiamo imposta come Municipio 2 perché c’erano transessuali che sputavano sangue infetto addosso alle forze dell’ordine“. Non risulta abbia esibito risultati di analisi di laboratorio a conferma delle sue parole.

Piscina parla di cancello, ma se voleva che passassero “sputi infetti”, per dirla con la sua fantasiosa espressione, avrebbero dovuto costruire un muro, ma nemmeno i leghisti oserebbero tanto. Loro, lui, si limitano a coniare una nuova espressione per scagliarsi contro qualcuno: la sierofobia, e in più sulla base di un sospetto e senza nessuna certezza se non quella di essere un acrobata della parola. Straordinari, non c’è che dire e Piscina e la sua verbosità torrenziale c’è da giurarci, faranno carriera.

 

 

(6 marzo 2024)

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